Pier Paolo Pasolini
La poesia
Da
Trasumanar
e organizzar
"Gerarchia"
Se arrivo in una città
oltre l'oceano
Molto spesso arrivo in una
nuova città, portato dal dubbio.
Divenuto da un giorno all'altro
pellegrino
di una fede in cui non credo;
rappresentante di una merce
da tempo svalutata,
ma è grande, sempre,
una strana speranza -
Scendo dall'aeroplano col
passo del colpevole,
la coda tra le gambe, e
un eterno bisogno di pisciare,
che mi fa incamminare un
po' ripiegato con un sorriso incerto -
C'è da sbrigare la
dogana, e, molto spesso, i fotografi:
comune amministrazione che
ognuno cura come un'eccezione.
Poi l'ignoto.
Chi passeggia alle quattro
del pomeriggio
sulle aiuole piene di alberi
e i boulevards d'una disperata
città dove europei poveri
sono venuti a ricreare un
mondo a immagine e somiglianza del loro, spinti dalla povertà a
fare di un esilio una vita?
Con un occhio alle mie faccende,
ai miei obblighi -
Poi, nelle ore libere,
comincia la mia ricerca,
come se anch'essa fosse una colpa -
La gerarchia però
è ben chiara nella mia testa.
Non c'è Oceano che
tenga.
Di questa gerarchia gli
ultimi sono i vecchi.
Sì, i vecchi alla
cui categoria comincio ad appartenere
(non parlo del fotografo
Saderman che con la moglie
già amica della morte
mi accoglie sorridendo
nello studiolo di tutta
la loro vita)
Sì, c'è qualche
vecchio intellettuale
che nella Gerarchia
si pone all'altezza dei
più bei marchettari
i primi che si trovano nei
punti subito indovinati
e che come Virgili conducono
con popolare delicatezza
qualche vecchio è
degno dell'Empireo,
è degno di star accanto
al primo ragazzo del popolo
che si dà per mille
cruzeiros a Copacabana
ambedue son lo mio duca
che tenendomi per mano con
delicatezza,
la delicatezza dell'intellettuale
e quella dell'operaio
(per lo più disoccupato)
la scoperta dell'invariabilità
della vita
ha bisogno di intelligenza
e di amore
Vista dall'hotel di Rua
Resende Rio -
l'ascesi ha bisogno del
sesso, del cazzo -
quella finestrella dell'hotel
dove si paga la stanzetta -
si guarda dentro Rio, in
un aspetto dell'eternità,
la notte di pioggia che
non porta il fresco,
e bagna le strade miserabili
e le macerie,
e gli ultimi cornicioni
del liberty dei portoghesi poveri
sublime miracolo!
E dunque José Carrea
è il Primo nella Gerarchia,
e con lui Harudo, sceso
bambino da Bahia, e Joaquim.
La Favela era come Cafarnao
sotto il sole -
Percorsa dai rigagnoli delle
fogne
le baracche una sull'altra
ventimila famiglie
(egli sulla spiaggia chiedendomi
la sigaretta come un prostituto)
Non sapevamo che a poco
a poco ci saremmo rivelati,
prudentemente, una parola
dopo l'altra
detta quasi distrattamente:
io sono comunista, e: io
sono sovversivo;
faccio il soldato in un
reparto appositamente addestrato
per lottare contro i sovversivi
e torturarli;
ma loro non lo sanno;
la gente non si rende conto
di nulla;
essi pensano a vivere
(mi parla del sottoproletariato)
La Favela, fatalmente, ci
attendeva
io gran conoscitor, egli
duca -
i suoi genitori ci accolsero,
e il fratellino nudo
appena uscito di dietro
la tela cerata -
eh sì, invariabilità
della vita, la madre
mi parlò come Lìmardi
Maria, preparandomi la limonata
sacra all'ospite; la madre
bianca ma ancor giovane di carne;
invecchiata come invecchiano
le povere, eppur ragazza;
la sua gentilezza con quella
del suo compagno,
fraterno al figlio che solo
per sua volontà
era ora come un messo della
Città -
Ah, sovversivi, ricerco
l'amore e trovo voi.
Ricerco la perdizione e
trovo la sete di giustizia.
Brasile, mia terra,
terra dei miei veri amici,
che non si occupano di nulla
oppure diventano sovversivi
e come santi vengono accecati.
Nel cerchio più basso
della Gerarchia di una città
immagine del mondo che da
vecchio si fa nuovo,
colloco i vecchi, i vecchi
borghesi
ché un vecchio popolano
di città resta ragazzo
non ha da difendere niente
-
va vestito in canottiera
e calzonacci come Joaquim il figlio.
I vecchi, la mia categoria,
che vogliano o non vogliano
-
Non si può sfuggire
al destino di possedere il Potere,
esso si mette da solo
lentamente e fatalmente
in mano ai vecchi,
anche se essi hanno le mani
bucate
e sorridono umilmente come
martiri satiri -
Accuso i vecchi di avere
comunque vissuto,
accuso i vecchi di avere
accettato la vita
(e non potevano non accettarla,
ma non ci sono
vittime innocenti)
la vita accumulandosi ha
dato ciò che essa voleva -
accuso i vecchi di avere
fatto la volontà della vita.
Torniamo alla Favela
dove non si pensa nulla
o si vuole diventare messi
della Città
là dove i vecchi
sono filo-americani -
Tra i giovani che giocano
biechi al pallone
di fronte a cucuzzoli fatati
sul freddo Oceano,
chi vuole qualcosa e lo
sa, è stato scelto a sorte -
inesperti di imperialismo
classico
di ogni delicatezza verso
il vecchio Impero da sfruttare
gli Americani dividono tra
loro i fratelli superstiziosi
sempre scaldati dal loro
sesso come banditi da un fuoco di sterpi -
E' così per puro
caso che un brasiliano è fascista e un altro sovversivo;
colui che cava gli occhi
può essere scambiato
con colui cui gli occhi sono cavati.
Joaquim non avrebbe potuto
mai essere distinti da un sicario.
Perché dunque non
amarlo se lo fosse stato?
Anche il sicario è
al vertice della Gerarchia,
coi suoi semplici lineamenti
appena sbozzati
col suo semplice occhio
senz'altra luce che quella
della carne
Così in cima alla
Gerarchia,
trovo l'ambiguità,
il nodo inestricabile.
O Brasile, mia disgraziata
patria,
votata senza scelta alla
felicità,
(di tutto son padroni il
denaro e la carne,
mentre tu sei così
poetico)
dentro ogni tuo abitante
mio concittadino,
c'è un angelo che
non sa nulla,
sempre chino sul suo sesso,
e si muove, vecchio o giovane,
a prendere le armi e lottare,indifferentemente,
per il fascismo o la libertà
-
Oh, Brasile, mia terra natale,
dove
le vecchie lotte - bene
o male già vinte -
per noi vecchi riacquistano
significato -
rispondendo alla grazia
di delinquenti o soldati
alla grazia brutale
[da Pier Paolo Pasolini,
Bestemmia,
Garzanti 1993]
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