Il cinema

"Pagine corsare"
Cinema

Venezia '68, i due giorni della rivolta
di Cecilia Gregori
http://www.delcinema.it/, luglio 2008

Pasolini alla Mostra di Venezia del 1968Furono due giorni di battaglia, quelli che precedettero la XXIX edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, una lotta portata avanti da cineasti e autori di sinistra dell'epoca, che contestarono violentemente l'establishment del Festival. Ma di quei oggi si analizzano non solo gli ideali che hanno spinto ad agire ma anche i difetti e le conseguenze, in un documentario intitolato Venezia '68, realizzato da Antonello Sarno con Steve Della Casa, che ricorda a quarant'anni di distanza il movimento nato proprio in quell'occasione, attraverso le testimonianze di chi visse l'evento.

L'anno è il 1968, quello della contestazione giovanile in tutto il mondo. In Francia, l'edizione del festival di Cannes è stata annullata, mentre in Italia un gruppo di autori, soprattutto aderenti all'Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), tra i quali Cesare Zavattini, Francesco Maselli, Liliana Cavani, Franco Solinas, Roberto Faenza, Pier Paolo Pasolini, organizzano una contestazione in particolare nei confronti dello Statuto della Mostra, risalente alla fondazione del Festival nel periodo fascista e da allora immutato. Lo scopo era ovviamente ottenerne la modifica, attirando l'opinione pubblica attraverso il tentativo di far annullare la serata di apertura della Mostra di Venezia, prevista per il 25 agosto, poi rimandata proprio di due giorni.

Quelle due intense giornate provocano sconcerto da parte di alcuni e veri drammi personali per altri: restano stupefatti autori di alto calibro, come Federico Fellini e Luchino Visconti - che pure era noto per le proprie idee comuniste - ma che, evidentemente soddisfatti dello status quo, non condividono i termini della contestazione. Luigi Chiarini, Direttore della Mostra, si dimette alla conclusione del Festival, che poi si svolge regolarmente. Lo stesso Pasolini è dilaniato dal doppio ruolo di esponente della contestazione e di regista selezionato al concorso con Teorema. I colleghi gli chiedono di ritirare il film, che partecipa al festival solo per volontà del produttore.

Non mancano gli aspetti più apertamente politici, come la volontà di Liliana Cavani di sostenere attraverso un comunicato ufficiale della Mostra la popolazione di Praga, invasa dai carri armati sovietici il 20 agosto. Quel comunicato non verrà mai stilato per ferma volontà del Pci, che doveva inoltre far fronte all'insoddisfazione di categorie che si vedevano private del lavoro e del guadagno in caso di annullamento del Festival.

Questa breve ma violentissima rivolta destabilizza profondamente la Mostra di Venezia, che ne esce tanto indebolita da perdere per ben undici anni la propria autorevolezza, addirittura scomparendo per tre anni. Solo nel 1979, con la nomina di Carlo Lizzani a Direttore, ritrova vigore e importanza internazionale.

Il documentario rievoca tutte le speranze e i dubbi di quei giorni, non è solo un semplice spaccato culturale e di costume dell'epoca, ma soprattutto è un ulteriore tassello per la comprensione degli eventi politici e storici dell'Italia di allora, del modo che ebbe il nostro paese di affrontare gli eventi cruciali del 1968.

Significativo è anche la decisione della Mostra, alla sua 65a edizione, di celebrare il movimento che l'ha cambiata, nonostante gli errori. Il film, realizzato in collaborazione con La Biennale di Venezia, l'Archivio Storico Arti Contemporanee (ASAC), le Giornate degli Autori - Venice Days e con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, all'Istituto Luce e Barbara Scaramucci per Rai Teche, sarà presentato come evento speciale nella sezione Orizzonti.

 

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INVITO ALLA LETTURA
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


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DA OTTOBRE 1998












 


Venezia '68, i due giorni della rivolta, di Cecilia Gregori

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