Il
10 gennaio 1975 Pasolini disse della sua ultima opera: "Ho iniziato un
libro che mi impegnerà per anni, forse per il resto della mia vita.
Non voglio parlarne, però: basti sapere che è una specie
di 'summa' di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie".
Petrolio
è la restituzione filologica di un manoscritto incompiuto, un progetto
letterario complesso e stratificato, cominciato nel 1972. La giornata di
studi vuole essere un’occasione per studiare da vicino, insieme a scrittori,
esperti e critici, un’opera che si presenta ricca di temi e occasioni per
approfondire il pensiero e la poetica pasoliniana e il paesaggio sociale
e culturale dell’Italia contemporanea.
Il romanzo è uno strumento,
straordinariamente attuale, per la comprensione di ciò che è
accaduto nel nostro Paese tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Con
una capacità di lettura dei fatti lucidamente profetica, l’autore
illustra le grandi questioni che hanno attraversato la politica e la società
italiana del Secondo Dopoguerra: la crisi della repubblica, il degrado
neo-capitalistico, lo spostamento a destra della politica.
Petrolio è
anche una possibile chiave di volta che completa il percorso poetico di
Pasolini. L’abiura della Trilogia della Vita, operata dallo scrittore
nella fredda rappresentazione del Potere in Salò,
non potrebbe essere compresa appieno se non considerando come la vita dissociata
di Carlo, protagonista del romanzo, prendeva forma proprio mentre Pasolini
girava I racconti di Canterbury
e Il fiore delle mille e una notte.
Nel romanzo il protagonista è scisso in un Carlo Polis e in un Carlo
Tetis, due identità che corrispondono alle dimensioni in cui vive
l’opera: quella del pubblico, del politico, e quella del privato, del sessuale.
Carlo, industriale del petrolio, è metà donna e metà
uomo, un androgino che condensa in sé il rispettabile borghese,
strumento complice del potere, e l’essere simbiotico, orgiastico che, nella
reiterazione ossessiva del sesso, permette a Pasolini di raggiungere una
dimensione metafisica, e insieme liturgica, del rapporto tra sesso e potere.
Dagli interventi presentati
dai relatori all'interno della giornata di studi, verrà pubblicato
un libro, edito dalla casa editrice Clueb di Bologna.
* * *
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
DI STUDI
10.00
apertura dei lavori e saluto del professor Gian
Mario Anselmi, direttore del Dipartimento di Italianistica
dell’Università di Bologna.
***
10.30 Stefano
Casi giornalista e saggista, ha pubblicato Desiderio
di Pasolini: omosessualità, arte e impegno intellettuale e Pasolini:
un'idea di teatro [proprio in questi giorni,
per Ubulibri, ha pubblicato inoltre I
teatri di Pasolini (con prefazione di Luca Ronconi), ndc].
È direttore artistico di Teatri di Vita.
Nel
teatro della mia testa. Appunti su una drammaturgia dell'esistenza
La scrittura di Petrolio
si lega alla rielaborazione di un’idea di teatro fortemente intrecciata
con la realtà: quella di una società segnata dal “genocidio
antropologico” e quella esistenziale dello stesso Pasolini, profeta inascoltato
e vittima dei suoi stessi incubi. La tragedia Bestia
da stile, il film Salò
e il friulano sofferto delle poesie della Nuova
gioventù accompagnano l’ultimo romanzo, contribuendo a definire
l’incarnazione di Pasolini come eroe di una tragedia, il cui unico spazio
scenico rimasto è il “teatro della mia testa”.
***
11.30 Massimo
Fusillo docente di Letterature Comparate all’Università
de L’Aquila, si occupa del mito nella cultura moderna e contemporanea.
Il
protagonista androgino: metamorfosi e ruoli sessuali in Petrolio
All'interno di un'opera-summa
densa, aperta e magmatica come Petrolio, la metamorfosi del protagonista
in donna è uno dei punti più difficili da interpretare. Si
tratta di un'altra ripresa allegorica (e stravolta) di un tema di lunga
durata, dalla forte pregnanza mitica, come quello del doppio, che serve
a visualizzare e a rendere comunicabile una frantumazione dell'identità
che di per sé sarebbe incomunicabile e quindi illeggibile. Se lo
sdoppiamento fra i due Carli suggerisce una ambivalenza e una complementarità
fra sessualità e potere, la metamorfosi androgina va letta invece
in parallelo alla varie teorizzazioni che costellano il romanzo sulla differenza
fondamentale fra possedere e essere posseduti: la prima è un'esperienza
limitata e di puro potere, la seconda un'esperienza infinita di umiltà
cosmica. La rappresentazione della sessualità promiscua del famoso
Appunto 55 non è dunque un'autocritica, né un quadro cupo
e apocalittico, ma assume svariate funzioni espressive ancora tutte da
indagare.
***
12.30 Paolo
Lago dottorando di ricerca a Verona con una tesi
su Petrolio e Pasolini, si è laureato nel 2001 sulla presenza
del
Satyricon di Petronio in Petrolio.
Petrolio
e l'antico: la presenza e l'influsso delle letterature classiche nel romanzo
incompiuto di Pier Paolo Pasolini
Le letterature classiche
giocano un ruolo fondamentale in Petrolio (come, del resto, in tutta
l’opera di Pasolini). Il primo e più importante richiamo all’antico
riguarda il Satyricon di Petronio: infatti, Petrolio avrebbe
dovuto configurarsi come un “Satyricon moderno”. I punti di connessione
fra le due opere sono molteplici, sia a livello di forma (un romanzo
programmaticamente incompiuto, modellato sulla non compiutezza accidentale
del Satyricon), che di contenuto: il motivo del viaggio, ad esempio,
che in Petrolio assume spesso valenze ‘picaresche’; il personaggio
Carlo è infatti assimilabile al protagonista del Satyricon,
Encolpio.
In Petrolio, data
la sua indubbia veste ‘enciclopedica’, incontriamo inoltre citazioni e
riferimenti ad opere e autori antichi: dalle Argonautiche di Apollonio
Rodio (che Pasolini progettava di rileggere in una forma ‘anticapitalistica’)
alla tragedia antica, fino all’Iliade e all’Eneide (da entrambi
i poemi lo scrittore progettava l’inserzione di versi) e ai Dialoghi
di Luciano di Samosata. L’autore cita, infine, anche filosofi antichi come
Aristotele, Platone e Apollonio di Tiana, nonché un pensatore della
tarda classicità come Agostino.
***
13.30
Pausa pranzo
***
15.00 Marco
Antonio Bazzocchi docente di Letteratura Italiana
all’Università di Bologna.
“Tutte
le gioie sessuali messe insieme”: l’Appunto 55 di Petrolio
All’inizio di Petrolio Pasolini
dice che Carlo, protagonista del racconto, sente la felicità che
proviene dall’idea “di tutte le possibilità delle gioie sessuali
messe insieme”. Se fossimo in un romanzo realista, questa notazione servirebbe
a definire la cosiddetta psicologia del personaggio. Ma Petrolio è
concepito da Pasolini non come un vero romanzo e neanche come un antiromanzo
ma come uno spazio aperto dove la scrittura cerca di evocare tutto il possibile,
creando un gioco spesso fondato sull’illeggibilità. “Tutte le gioie
sessuali” può essere dunque riferito all’opera stessa, un’opera
che manda in crisi le convenzioni, un’atto di rivolta contro il potere
politico ma anche contro l’idea stessa di autore (l’autorità dell’autore).
Questa rivolta è condotta quasi totalmente nel segno della sessualità,
o meglio dell’evocazione scritta della sessualità. L’Appunto 55,
dove si racconta un’orgia notturna di Carlo diventato donna, è il
culmine di questo gioco di scrittura e di rivolta.
***
16.00 Marco
Vallora è storico dell'arte e critico cinematografico.
Collabora con Paragone e L'Indice, insegna Storia dell'Arte Contemporanea
all'Università di Urbino ed Estetica al Politecnico di Milano.
Il
Libro, il sacrificio e la morte dell’io
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17.00 Roberto
Chiesi critico cinematografico e curatore del
Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna.
Il
corpo sognato e il corpo degradato. Forme della corporalità nel
cinema di Pasolini dalla Trilogia della vita al progetto di Porno-Teo-Kolossal
I corpi del Decameron,
dei Racconti di Canterbury e
del Fiore delle Mille e una notte,
appartengono ad un passato evocato nell’”arcaica, fosca, vitale violenza”
del sesso, un passato “sognato” da Pasolini in opposizione all’”irrealtà”
del consumismo dominante negli anni Settanta. Ma questi corpi sono sottomessi
a metamorfosi, umiliazioni, mutilazioni e avvelenamenti, cadono malati
a morte o trafitti dalle pugnalate: dietro la luce del piacere e della
carne si occultano presagi sinistri, stridori inquietanti che dopo essere
affiorati nelle intermittenti asprezze di Canterbury, deflagrano
nell’orrore di Salò e negli enigmi racchiusi nelle “sacre
rappresentazioni” del film. Enigmi dove si intravede anche l’immagine dissimulata
dell’oscenità del Presente, che nel progettato Porno-teo-kolossal
avrebbe assunto dimensioni allucinate e apocalittiche.
***
18.00 Laura
Salvini autrice del libro I frammenti del tutto,
studio sulla sceneggiatura di Porno Teo Kolossal.
Pasolini
ritrovato: Petrolio,
Porno Teo Kolossal, San Paolo
L’ultima produzione di Pasolini
può essere considerata, sia per i suoi aspetti formali che espressivi,
un complesso teorema di opere, definite da un linguaggio estremo e provocatorio
intenzionalmente teso a sconvolgere equilibri ritenuti fittizi, a distruggere
tabù e verità parziali della nascente cultura e della società
anni Settanta. In particolare gli ultimi suoi lavori in ordine cronologico,
Petrolio
e Porno-Teo-Kolossal, possono essere considerati come un imprevedibile
esperimento di narrazione sfalsata: opere pendant, scritte contemporaneamente
con mani diverse, nelle quali riversare, in dosi e in modi differenti,
la summa e l’essenza di tutto ciò che sapeva, di tutto ciò
che aveva conosciuto, e di tutto ciò che voleva ancora dire. |