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"Pagine corsare"
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Se ne va Sergio Citti,
l'erede di Pasolini
di red., l'Unità 11 ottobre 2005
[e breve rassegna stampa dell'11 ottobre 2005]

Si è spento all’alba Sergio Citti. Il regista è spirato intorno alle 6 di mattina in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria.

Stretto collaboratore di Pier Paolo Pasolini in quasi tutti i suoi film, Citti era nato il 30 maggio 1933 a Fiumicino (Roma). A metà degli anni ‘50, aveva esordito come consulente per il dialetto romanesco per il Pasolini scrittore, per i suoi romanzi d'esordio “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”. Dal 1959, lavora per il cinema con Federico Fellini (collaborazione ai dialoghi di “Le notti di Cabiria”), Mauro Bolognini (“La notte brava” e “'La giornata balorda”), Franco Rossi (“Morte di un amico”) e Bernardo Bertolucci (“La commare secca”). Diviene appunto stretto collaboratore di Pier Paolo Pasolini. Dopo la collaborazione ai dialoghi per i film “Accattone” (1961) e “Mamma Roma” (1962) dei quali è protagonista il fratello Franco, Citti diviene aiuto regista nei lavori successivi del regista e pota friulano:

Nel 1970 Citti, con la supervisione di Pasolini, dirige “Ostia”, rivelando una spiccata personalità. Se ne ha conferma in “Storie scellerate” (1973). Dopo aver scritto e sceneggiato insieme a Pupi Avati "Salò o le 120 giornate di Sodoma"(1975) ultimo film diretto da Pasolini, collabora nuovamente come dialoghista per “Brutti, sporchi e cattivi”(1975-‘76) di Ettore Scola, tragicomico ritratto delle borgate romane.

Con “Casotto” (1977) torna alla regia e all’analisi del degrado sociale di Roma e del litorale laziale, i un film corale, con numerosi protagonisti maschili (Citti, Croccolo, Davoli, Placido, Proietti, Stoppa, Tognazzi) e femminili ( Carabella, Deneuve, Foster, Melato). Dopo l’uscita di “Due pezzi di pane” (1979), realizza due film per la Rai, “Il minestrone” (1979), con Benigni, Davoli e Gaber, di cui è protagonista il fratello Franco, e "Sogni e bisogni"(1985).

Dopo alcuni anni di assenza torna dietro la macchina da presa con “Mortacci” (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero, ispiratagli da Pasolini anni prima, durante una chiacchierata in macchina, cui segue il film “I magi randagi” (1996), grazie al quale vince il “Nastro d'Argento 1997” per il miglior soggetto. Il film è derivato da “Porno-Teo-Kolossal”, un soggetto originale che Pasolini avrebbe voluto realizzare trent' anni prima.

Nel 1998 dirige, insieme al fratello Franco “Cartoni Animati”, ideale proseguimento di “Miracolo a Milano”(1950) di Vittorio De Sica, con protagonista Fiorello, dove i cartoni del titolo sono quelli che fanno da scudo protettivo a una comunità d'emarginati. Nel 2000, realizza “Vipera”, scritto con Vincenzo Cerami, ennesima storia di degrado sociale, con protagonisti gli strati più bassi della società. Dopo la partecipazione nel 2001 come attore al film denuncia sulla morte di Pasolini, “Pier Paolo Pasolini: La ragione di un sogno”, diretto da Laura Betti, torna alla regia nel 2005 con il film "Fratella e sorello".
 

Rassegna stampa telematica

IL RESTO DEL CARLINO
CINEMA IN LUTTO
Addio al regista Sergio Citti
Con Pasolini fu la voce degli umili
Si è spento all'alba il regista Sergio Citti : da venerdì era ricoverato per insufficienza respiratoria
* L'ESORDIO Citti, amico di Pier Paolo Pasolini, divenne suo collaboratore in quasi tutti i suoi film. Esordì alla regia con 'Ostia' (1971)
* SODALIZIO DI UNA VITA Intorno alla prima metà degli anni '50 avvenne l'incontro tra Citti e Pasolini: lo sguardo di entrambi era rivolto al popolo di periferia
* I FILM Tra i lavori più famosi di Citti 'Sorie scellerate' e 'Il minestrone', quest'ultimo con un Benigni alle prime prove

È morto questa mattina all'alba il regista Sergio Citti.
Citti si è spento alle 6 circa di questa mattina in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria.
'Con la scomparsa di Sergio Citti Roma perde una delle figure più prestigiose del cinema e della cultura'. Lo ha dichiarato Alessio D'Amato, Capogruppo PdCI in Consiglio regionale, esprimendo cordoglio per la scomparsa del regista. 'Scomparsa - ricorda - che avviene proprio in occasione del trentesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, di cui Citti è stato uno dei più stretti collaboratori'.
'Per l'amore che Sergio Citti aveva per Ostia - aggiunge - come artista e come uomo, propongo di intitolare una piazza della cittadina lidense in suo ricordo'.
Sergio Citti era nato a Roma il 30 maggio 1933. Amico di Pier Paolo Pasolini, divenne suo collaboratore in quasi tutti i suoi film, aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco. Esordì alla regia con 'Ostia' (1971), da una sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini. Il loro incontro risale alla prima metà degli anni '50 quando il poeta, trasferitosi a Roma da Casarsa, abbandonò il quartiere ebraico per andare ad abitare a Ponte Mammolo, una borgata sulla Tiburtina.
In quella zona, l'incontro con Citti e la scoperta anche grazie all'amico con cui rimase in contatto sempre, di quel popolo della periferia che diverrà scenario dei maggiori romanzi di Pasolini. E' stato autore con Pasolini delle sceneggiature di 'Salo' o le 120 giornate di Sodoma', di 'Mamma Roma' e di 'Accattone' (per il quale fu anche attore).
Non fu solo legato a Pasolini. Citti fu collaboratore di Federico Fellini per i dialoghi di 'Le notti di Cabiria', poi di Mauro Bolognini per 'La notte brava' e 'La giornata balorda' e di Bernardo Bertolucci nella 'Commare secca'. Dopo l'esordio con 'Ostia', nel '73 Sergio Citti diresse 'Storie scellerate' e poi 'Casotto' (1977), 'Duepezzidipane' (1979) e 'Il minestrone' (1981). Quest'ultimo con Roberto Benigni attore alle prime prove.

RAINEWS24
E' morto questa mattina nell'ospedale di Ostia il regista Sergio Citti, 72 anni, da tempo malato di cuore. Negli ultimi tempi la sua salute si era aggravata ed era costretto a muoversi su una sedia a rotelle.

L'amicizia con Pasolini
Sergio Citti era nato a Roma il 30 maggio 1933. Amico di Pier Paolo Pasolini, divenne suo collaboratore in quasi tutti i film, aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco.
Il loro incontro risale alla prima metà degli anni '50 quando il poeta, trasferitosi a Roma da Casarsa, abbandonò il quartiere ebraico per andare ad abitare a Ponte Mammolo, una borgata sulla Tiburtina.
In quella zona avvenne l'incontro con Citti e la scoperta, anche grazie a lui, di quel popolo della periferia che diverrà scenario dei suoi maggiori romanzi.
Citti fu autore assieme a Pasolini delle sceneggiature di Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Mamma Roma e di Accattone (per il quale fu anche attore) e aiuto regia nei lavori successivi dell'amico: La ricotta (1962), interpretato da Orson Welles, Uccellacci e uccellini (1965) e gli episodi La Terra vista dalla Luna (1966) e Che cosa sono le nuvole? (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli. 
Non solo legato a Pasolini, Citti fu collaboratore di Federico Fellini per i dialoghi di Le notti di Cabiria, poi di Mauro Bolognini per La notte brava e La giornata balorda e di Bernardo Bertolucci nella Commare secca. 

Citti regista
Dopo l'esordio con Ostia, nel '73 Sergio Citti diresse Storie scellerate e poi Casotto (1977), Duepezzidipane (1979) e Il minestrone (1981). Quest'ultimo con Roberto Benigni attore alle prime prove. Dopo alcuni anni di assenza tornò dietro la macchina da presa con Mortacci (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero e con I magi randagi (1996), grazie al quale vinse il Nastro d'argento ai David di Donatello. Nel '98, Cartoni animati poi nel 2001 ha diretto Giancarlo Giannini e Harvey Keitel in Vipera, scritto con Vincenzo Cerami, ennesima storia di sottoproletari vessati, che si chiude con una massima che rispecchia fedelmente l'ideologia di fondo dell'autore: "Le storie non devono piacere, ma dispiacere".
L'ultimo film è uscito quest'anno: Fratello e sorella con Claudio Amendola, Ida Di Benedetto, Rolando Ravello, Laura Betti e Youma Diakite.

AGENZIA REUTERS
Si è spento questa mattina in un ospedale di Ostia, vicino Roma, l'attore e regista Sergio Citti, collaboratore di Pier Paolo Pasolini e per alcuni versi suo erede artistico.
Lo conferma l'Istituto Luce, che aveva prodotto e distribuito alcune delle pellicole più note di Citti.
Da tempo l'attore romano, nato a Fiumicino nel 1933, soffriva di cuore.
Citti aveva legato la sua carriera alla figura di Pasolini, per il quale fece da consulente dialettale per i romanzi "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta". Da qui nacque un sodalizio artistico destinato ad interrompersi solo con la morte dello scrittore, ucciso all'Idroscalo di Ostia in circostanze ancora non del tutto chiare il 2 novembre 1975.
Collaboratore di Pasolini in quasi tutti i suoi film, Citti esordì alla regia con Ostia (1971) rivelando una spiccata personalità. Se ne ebbe conferma in Storie scellerate (1973) e poi in Casotto (1977), Due pezzi di pane (1979) e Il minestrone (1981).
Dopo alcuni anni di assenza è tornato dietro la macchina da presa con Mortacci (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero, e con I magi randagi (1996).

CINECITTA' ON LINE
È morto l'attore e regista Sergio Citti. Il settantaduenne regista romano, era ricoverato da alcuni giorni in ospedale per insufficienza respiratoria.
Sergio Citti è stato uno dei più stretti collaboratori di Pier Paolo Pasolini, collaborando a numerosi film: da Accattone a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Tra i suoi film Casotto (1977), Cartoni animati, scritto con il fratello Franco e l'ultimo lugometraggio Fratella e sorellocon Laura Betti, del 2002.

ADNKRONOS
E' morto questa mattina all'alba il regista Sergio Citti. Si è spento alle 6 circa in un ospedale di Ostia, Roma, dove era stato ricoverato venerdì scorso per insufficienza respiratoria. Nato a Fiumicino (Roma) il 30 maggio del 1933, è stato attore, regista e sceneggiatore. Ha lavorato con Federico Fellini (ai dialoghi di 'Le notti di Cabiria'), Mauro Bolognini ('La notte brava' e 'La giornata balorda') e Bernardo Bertolucci ('La commare secca') ed è stato uno dei più stretti collaboratori di Pier Paolo Pasolini come aiuto regista e consulente dialettale.
Dopo aver a lungo lavorato come interprete ha debuttato dietro alla macchina da presa nel 1971 con 'Ostia', da una sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini. Tra i suoi lavori, 'Storie scellerate' (1973), 'Due pezzi di pane' (1979), 'Casotto' (1979), 'Il Minestrone' (1981), 'Sogni e bisogni' (1985), 'Mortacci' (1989) e 'I magi randagi' (1996) - Nastro d'Argento nel 1997 per il miglior soggetto - e 'Cartoni Animati' (1998). 

KATAWEB-CINEMA
E' morto questa mattina il regista Sergio Citti.
Citti, da tempo malato di cuore, si è spento in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per insufficienza respiratoria.
Negli ultimi tempi la sua salute si era notevolmente aggravata: non si muoveva quasi più e si spostava su una sedia a rotelle.

IL VIVENTE LESSICO ROMANESCO DI PASOLINI
Pier Paolo Pasolini lo chiamava affettuosamente il suo "vivente lessico romanesco". Ed è grazie alla padronanza linguistica del gergo della Roma delle periferie che Sergio Citti, nato il 30 maggio del 1933 a Fiumicino (Roma), comincia a collaborare negli anni '50 con l'amico scrittore e regista friulano approdato nella Capitale. Inizia come consulente dialettale del Pasolini scrittore, per i suoi romanzi d'esordio "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta", per passare poi al cinema nel 1959, come sceneggiatore per Bolognini, su "raccomandazione" di Pasolini, per scrivere il film La notte brava. Poi collabora a quasi tutti i film romaneschi di Pasolini, scrivendo i dialoghi di Accattone (1961) e Mamma Roma (1962), film interpretati dal fratello Franco. Successivamente Citti diventa aiuto regista per La ricotta (1962), Uccellacci e uccellini (1965) e gli episodi La Terra vista dalla Luna (1966) e Che cosa sono le nuvole? (1967), ma anche per Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), l'ultimo film di Pasolini sceneggiato insieme a Pupi Avati. Il primo film da regista, con supervisione di Pasolini, è del 1970: si tratta di Ostia, nel quale compaiono già tutte le tematiche della sua poetica dell'antieroe delle classi proletarie che caratterizzerà anche molti film successivi, come Storie scellerate (1973), ambientato nella Roma di Gioacchino Belli, o Casotto (1977), girato sulla spiaggia libera di Ostia.
In seguito realizza per la RAI due film: Il minestrone (1979), con Benigni, Citti, Davoli e Gaber e i dieci episodi di Sogni e bisogni (1985). Poi nel1989 gira Mortacci, curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero. Tornerà dietro la macchina da presa molti anni dopo con I magi randagi (1996), film Nastro d’argento su un soggetto originale di Pasolini , e nel 2000 Vipera, scritto insieme a Vincenzo Cerami. Nel 2004 gira il suo ultimo film Fratella e sorello interpretato da Claudio Amendola, Laura Betti, Ida Di Benedetto, Rolando Ravello e Youma Diakite, una sgangherata fiaba picaresca che ha registrato incassi bassissimi al botteghino.
Paolo Menzione

CORRIERE DELLA SERA
E' morto Sergio Citti, erede di Pasolini
Si è spento a Ostia dove era ricoverato da venerdì per un'insufficienza respiratoria
È morto questa mattina all'alba il regista Sergio Citti. Nato a Fiumcino (Roma), aveva 72 anni. Citti si è spento alle 6 circa in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria. Ha legato molta della sua carriera alla figura di Pier Paolo Pasolini, per il quale fece da consulente dialettale per i romanzi «Ragazzi di vita» e «Una vita violenta». Nacque un sodalizio destinato a interrompersi solo con la morte di Pasolini, del quale Citti raccoglierà l'eredità artistica.

Il cinema firmato da Sergio Citti
Dal suo esordio come consulente sul dialetto per i romanzi di Pasolini negli anni '50, al suo lavoro di regista e sceneggiatore

Nato nel 1933 a Fiumicino (Roma), debutta in arte a metà degli anni '50 come consulente dialettale del Pasolini scrittore, per i suoi romanzi d'esordio Ragazzi di vita e Una vita violenta.

I PRIMI PASSI NEL CINEMA - L'incontro di Sergio Citti con il cinema avviene nel 1959, cioè quando Pasolini, divenuto sceneggiatore, lo indica a Mauro Bolognini per collaborare a La notte brava e, successivamente, a Franco Rossi per Morte di un amico (1960). Nasce così un sodalizio artistico che terminerà solo con la morte di Pasolini. Dalla collaborazione ai dialoghi per i film Accattone (1961) e Mamma Roma (1962), dei quali è protagonista il fratello Franco, Sergio Citti passa all'aiuto regia nei lavori successivi dell'amico: La ricotta (1962), interpretato da Orson Welles, Uccellacci e uccellini (1965) e gli episodi «La Terra vista dalla Luna» (1966) e «Che cosa sono le nuvole?» (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli. Collabora anche ai dialoghi di film come Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, La notte brava (1959) e La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini, La commare secca (1962) di Bernardo Bertolucci.
NEL 1971 L'ESORDIO COME REGISTA - Nel 1971, l'esordio alla regia di Sergio Citti, con la supervisione di Pasolini: dirige Ostia, film sul sottoproletariato urbano nel quale affiorano i temi che diverranno poi costanti durante la sua carriera, a cominciare dall'attenzione per gli umili e i meno fortunati. Con Storie scellerate (1973) affiancandosi alla Trilogia della vita (Il Decameron, 1970; I racconti di Canterbury, 1972; Il fiore delle Mille e una notte, 1974) realizzata parallelamente da Pasolini- Sergio Citti trasporta i suoi «antieroi» nella Roma di Gioacchino Belli, popolandola di ladruncoli smaliziati, borghesi dissoluti e prelati ingordi.

IL LAVORO DI SCENEGGIATORE - Dopo aver scritto e sceneggiato insieme a Pupi Avati Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), cioè l'ultimo film diretto da Pasolini, collabora di nuovo come autore dei dialoghi per Brutti, sporchi e cattivi (1975-'76) di Ettore Scola, tragicomico ritratto delle borgate romane. Poi, è la volta di Casotto (1977): nello spogliatoio della spiaggia libera di Ostia, il film mostra squarci di vita di un sottoproletariato ormai privo di vitalità. Personaggi interpretati da numerosi protagonisti maschili (Citti, Croccolo, Davoli, Placido, Proietti, Stoppa, Tognazzi) e femminili ( Carabella, Deneuve, Foster, Melato).
I DUE FILM PER LA RAI- Tra la fine degli anni '70 e metá degli anni '80, Sergio Citti realizza due film per la Rai: Il minestrone (1979), con Roberto Benigni, Franco Citti, Ninetto Davoli e Giorgio Gaber, viaggio in tre atti d'una Armata Brancaleone composta da morti di fame alla perenne ricerca di cibo; Sogni e bisogni (1985), dieci episodi nei quali raffina e afferma le sue qualità di poetico cantastorie «narrate per il piacere di narrare», rendendone protagonisti attori come Ida Di Benedetto, Serena Grandi, Giulietta Masina, Enrico Montesano, Maurizio Nichetti, Francesco Nuti, Renato Pozzetto, Gigi Proietti, Ugo Tognazzi, Carlo Verdone, Paolo Villaggio. Continuando ad affidarsi a un cast importante, Sergio Citti dirige nel 1989 il corale Mortacci (che Pasolini gli aveva ispirato anni prima, durante una chiacchierata in macchina), interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman e Mariangela Melato, assieme ad esordienti come Nino Frassica, Andy Luotto e Sergio Rubini.
Poi, dopo una lunga pausa, torna dietro la macchina da presa con I magi randagi (1996), derivato da Porno-Teo-Kolossal, un soggetto originale che Pasolini avrebbe voluto realizzare trent'anni prima con protagonisti Totò, Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli. Nel 1998 è la volta di Cartoni animati, diretto insieme al fratello Franco, con protagonista Fiorello, dove i cartoni del titolo sono quelli che fanno da scudo protettivo ad una comunitá d'emarginati. Infine, nel 2000 Sergio Citti realizza Vipera, ennesima storia di sottoproletari vessati, scritto con Vincenzo Cerami.

AUDIONEWS
E' morto Sergio Citti, erede di Pasolini
11.08: Si è spento stamattina all'alba a Ostia alle porte di Roma il regista e attore Sergio Citti, erede più diretto di Pasolini. Era in ospedale da venerdì per una insufficenza respiratoria. 72 anni Citti era approdato al cinema scoperto da Pasolini con il quale ha collaborato in numerosi film: dalla scomparsa dello scrittore regista ha continuato la sua carriera come attore e soprattutto regista di film e spettacoli nel segno del realismo.

MEGACHIP
Mamma Roma piange, è morto Sergio Citti
Sergio Citti è morto all'ospedale "Grassi" di Ostia, quartiere sul litorale romano, dove era era ricoverato per un peggioramento delle sue condizioni di salute. Citti abitava a Fiumicino. Negli ultimi tempi la sua salute si era molto aggravata: oltre ai problemi di cuore l'attore non si muoveva quasi più e si spostava su una sedia a rotelle. 
Sergio Citti era nato a Roma il 30 maggio 1933. Amico di Pier Paolo Pasolini, divenne suo collaboratore in quasi tutti i suoi film, aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco. Esordì alla regia con 'Ostià (1971, da una sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini.
Il loro incontro risale alla prima metà degli anni '50 quando il poeta, trasferitosi a Roma da Casarsa, abbandonò il quartiere ebraico per andare ad abitare a Ponte Mammolo, una borgata sulla Tiburtina. In quella zona, l'incontro con Citti e la scoperta anche grazie all'amico con cui rimase in contatto sempre, di quel popolo della periferia che diverrà scenario dei maggiori romanzi di Pasolini.
È stato autore con Pasolini delle sceneggiature di 'Salò o le 120 giornate di Sodomà, di 'Mamma Romà e di 'Accattoné (per il quale fu anche attore).
Non fu solo legato a Pasolini Citti fu collaboratore di Federico Fellini per i dialoghi di 'Le notti di Cabirià, poi di Mauro Bolognini per 'La notte bravà e 'La giornata balordà e di Bernardo Bertolucci nella 'Commare seccà. Dopo l'esordio con 'Ostià, nel '73 Sergio Citti diresse 'Storie scelleraté e poi 'Casottò (1977), 'Duepezzidipané (1979) e 'Il minestroné (1981). Quest'ultimo con Roberto Benigni attore alle prime prove.
Dopo alcuni anni di assenza è tornato dietro la macchina da presa con 'Mortaccì (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero e con 'I magi randagì (1996), grazie al quale vinse il Nastro d'argento ai David di Donatello.
Nel '98, 'Cartoni animatì poi nel 2001 ha diretto Giancarlo Giannini e Harvey Keitel in 'Viperà. L'ultimo film è uscito quest'anno: 'Fratello e sorellà con Claudio Amendola, Ida Di Benedetto, Rolando Ravello, Laura Betti e Youma Diakite.

ROMA ONE
Addio Citti, "volto fraterno" di Pasolini
Il regista e attore si è spento a 72 anni.Collaborò a quasi tutti i film del poeta e da sempre sosteneva di sapere la verità sull' omicidio dell' autore di "Salò e le 120 giornate di Sodoma"
Lutto nel mondo del cinema. Sergio Citti, regista e attore reso noto dai film di Pier Paolo Pasolini, e' morto questa mattina all' ospedale Grassi di Ostia. Qui era era ricoverato per un peggioramento delle sue condizioni di salute. Citti abitava a Fiumicino. Negli ultimi tempi la sua salute si era molto aggravata: oltre ai problemi di cuore l'attore non si muoveva quasi piu' e si spostava su una sedia a rotelle.
Nato a Roma il 30 maggio 1933, amico di Pier Paolo Pasolini, Citti divenne suo collaboratore in quasi tutti i suoi film, aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco. Esordi' alla regia con 'Ostia' (1971), da una sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini. Il loro incontro risale alla prima meta' degli anni '50 quando il poeta, trasferitosi a Roma da Casarsa, abbandono' il quartiere ebraico per andare ad abitare a Ponte Mammolo, una borgata sulla Tiburtina. In quella zona, l'incontro con Citti e la scoperta anche grazie all'amico con cui rimase in contatto sempre, di quel popolo della periferia che diverra' scenario dei maggiori romanzi di Pasolini.
Citti è stato autore con Pasolini delle sceneggiature di 'Salo' o le 120 giornate di Sodoma', di 'Mamma Roma' e di 'Accattone' per il quale fu anche attore.
Non fu solo legato a Pasolini, Citti fu collaboratore di Federico Fellini per i dialoghi di 'Le notti di Cabiria', poi di Mauro Bolognini per 'La notte brava' e 'La giornata balorda' e di Bernardo Bertolucci nella 'Commare secca'.
Diresse anche 'Storie scellerate' e poi 'Casotto' (1977), 'Duepezzidipane' (1979) e 'Il minestrone' (1981), con un Roberto Benigni alle prime armi.
Dopo alcuni anni di assenza e' tornato dietro la macchina da presa con 'Mortacci' (1989), e con 'I magi randagi' (1996), grazie al quale vinse il Nastro d'argento ai David di Donatello. Nel '98, 'Cartoni animati' poi nel 2001 ha diretto Giancarlo Giannini e Harvey Keitel in 'Vipera'. L'ultimo film e' uscito quest'anno: 'Fratello e sorella' con Claudio Amendola e Ida Di Benedetto.

''Con la morte di Sergio Citti, Roma, e non solo, perde uno tra i piu' sensibili protagonisti della sua vita culturale, del suo impegno civile. Perde, soprattutto, un 'punto di vista' della societa' che ha fatto discutere e crescere diverse generazioni''. Così il sindaco di Roma Walter Veltroni ha voluto ricordare Sergio Citti.
''Pensando a lui - prosegue - ricordiamo un 'maestro', ma anche un amico. Ricordiamo le sue capacita' di uomo di cinema, del regista di film come 'Casotto' o 'Cartoni animati', dello scrittore di soggetti come 'Accattone', insieme a Pierpaolo Pasolini, lasciando davvero un segno indelebile. Voglio anche sottolineare il legame indissolubile che legava Sergio Citti alla nostra citta', ad una Roma che all'epoca dei suoi primi lavori era fatta anche di 'borgate' e 'borgatari' e non era quasi rappresentata''.

''Un artista assolutamente originale'' cosi' l'assessore capitolino alla cultura, Gianni Borgna, ha ricordato oggi il suo ''carissimo amico'', Sergio Citti.''Era nato all'arte grazie a Pasolini - ha ricordato Borgna - ma poi aveva trovato un suo stile personale, una sua poetica, dando al cinema film importanti come ''Ostia'',''Due pezzi di pane'', ''Storie scellerate''. L'ultimo ''Fratella e sorello'' lo abbiamo presentato insieme alcuni mesi fa, in una serata al Cinema Embassy che divenne una festa per lui, che giunse emozionato, in carrozzella''.
Borgna ha poi ricordato anche il ruolo importantissimo che Citti ha avuto nel tentativo di far luce sulle circostanze della morte di Pier Paolo Pasolini e nell'inchiesta per la riapertura delle indagini, in cui il Comune di Roma si e' costituito come parte lesa.
''Le deposizioni rese da Citti - ha precisato Borgna - sono diventate fondamentali per capire aspetti non chiariti sulla morte di Pasolini , sono state filmate e resteranno un contributo molto importante. L'ultima volta - ha ricordato Borgna - l'ho sentito un mese fa. Aveva 72 anni era molto malato ma restava un anarchico , fumava moltissimo... ma fino all'ultimo ha combattuto la sua battaglia per far luce sulla fine di Pasolini''

Sergio Citti, uno dei migliori amici di Pier Paolo Pasolini, riteneva di sapere cosa accadde la notte del 1 novembre di 30 anni fa in cui il poeta fu ucciso. La racconto' al Corriere della Sera, a Rinascita e ad altre pubblicazioni nel maggio scorso, quando si torno' a parlare dell'omicidio per un'intervista televisiva a Pino Pelosi. E la racconto' anche ai magistrati della Procura di Roma che il 13 settembre scorso hanno predisposto la richiesta di archiviazione della terza inchiesta sull'omicidio di Pasolini.
''Quella notte, Pelosi era insieme ad altre quattro persone e quelle persone erano li' per uccidere Pier Paolo. Pier Paolo era scomodo. Scriveva cose scomode, anche sul Corriere. No, non fu una lite: fu giustiziato. Qualcuno aveva deciso che dovesse morire'', racconto' Citti gia' malato e sulla sedia a rotelle.
Con Pelosi, secondo Citti, Pasolini non ebbe un incontro casuale, ma un appuntamento per andare ad Acilia a riprendere la copia originale del film Salò. ''Ad Acilia lo sequestrarono. Poi lo condussero a Ostia, all'Idroscalo. E li' ci fu il massacro. Il ricatto delle pellicole del film Salo' era una scusa. Picchiarono per uccidere, professionisti. Ho sempre pensato che, quei quattro, potessero essere anche poliziotti o agenti segreti. Pier Paolo era scomodo...''. concluse.

QUOTIDIANO.NET
Sergio Citti, una carriera al fianco dei grandi maestri
«Le storie non devono piacere, ma dispiacere»: la massima che chiude 'Vipera', l'ultimo lavoro scritto con Vincenzo Cerami nel 2000, sintetizza la filosofia di fondo della produzione artistica di Sergio Citti, il regista scomparso all'alba di oggi, a 72 anni.

Nato a Fiumicino (Roma) nel 1933, fratello dell'attore Franco, volto simbolo del cinema pasoliniano, Sergio Citti ha debuttato a metà degli anni '50 proprio come consulente dialettale del Pasolini scrittore, per i suoi romanzi d'esordio 'Ragazzi di vita' e 'Una vita violenta'. Ma l'incontro di Sergio Citti con il cinema avviene nel 1959, cioè quando Pasolini, divenuto sceneggiatore, lo indica a Mauro Bolognini per collaborare a 'La notte brava' e, successivamente, a Franco Rossi per 'Morte di un amico' (1960).
Nasce così un sodalizio artistico che terminerà solo con la morte di Pier Paolo Pasolini. Dalla collaborazione ai dialoghi per i film 'Accattone' (1961) e 'Mamma Roma' (1962), dei quali è protagonista il fratello Franco, SergioCitti passa all'aiuto regia nei lavori successivi dell'amico: 'La ricotta' (1962), interpretato da Orson Welles, 'Uccellacci e uccellini' (1965) e gli episodi 'La Terra vista dalla Lunà (1966) e 'Che cosa sono le nuvole?' (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli.
Collabora anche ai dialoghi di film come 'Le notti di Cabiria' (1957) di Federico Fellini, 'La notte brava (1959) e 'La giornata balorda' (1960) di Mauro Bolognini, 'La commare secca' (1962) di Bernardo Bertolucci.
Poi, nel 1971, l'esordio alla regia di Sergio Citti, con la supervisione di Pasolini: dirige 'Ostia', film sul sottoproletariato urbano nel quale affiorano i temi che diverranno poi costanti durante la sua carriera, a cominciare dall'attenzione per gli umili e i meno fortunati. Con 'Storie scelleratè (1973) - affiancandosi alla 'Trilogia della vita' (Il Decameron, 1970; I racconti di Canterbury, 1972; Il fiore delle Mille e una notte, 1974) realizzata parallelamente da Pasolini - Sergio Citti trasporta i suoi 'antieroi' nella Roma di Gioacchino Belli, popolandola di ladruncoli smaliziati, borghesi dissoluti e prelatiingordi. Dopo aver scritto e sceneggiato insieme a Pupi Avati 'Salò o le 120 giornate di Sodomà (1975), cioè l'ultimo film diretto da Pasolini, collabora di nuovo come dialoghista per 'Brutti, sporchi e cattivi' (1975-'76) di Ettore Scola, tragicomico ritratto delle borgate romane. Poi, è la volta di 'Casottò (1977): nello spogliatoio della spiaggia libera di Ostia, il film mostra squarci di vita di un sottoproletariato ormai privo di vitalità. Personaggi interpretati da numerosi protagonisti maschili (Citti, Croccolo, Davoli, Placido, Proietti, Stoppa,Tognazzi) e femminili ( Carabella, Deneuve, Foster, Melato).
Tra la fine degli anni '70 e metà degli anni '80, Sergio Citti realizza due film per la Rai: 'Il minestrone' (1979), con Roberto Benigni, Franco Citti, Ninetto Davoli e Giorgio Gaber, viaggio in tre atti d'una Armata Brancaleone composta da morti di fame alla perenne ricerca di cibo; 'Sogni e bisogni' (1985), dieci episodi nei quali raffina e afferma le sue qualità di poetico cantastorie 'narrate per il piacere di narrare', rendendone protagonisti attori come Ida Di Benedetto, Serena Grandi, Giulietta Masina,Enrico Montesano, Maurizio Nichetti, Francesco Nuti, Renato Pozzetto, Gigi Proietti, Ugo Tognazzi, Carlo Verdone, Paolo Villaggio.
Continuando ad affidarsi a un cast importante, Sergio Citti dirige nel 1989 il corale 'Mortacci' (che Pasolini gli aveva ispirato anniprima, durante una chiacchierata in macchina), interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman e Mariangela Melato, assieme ad esordienti come Nino Frassica, Andy Luotto e Sergio Rubini. Poi, dopo una lunga pausa, torna dietro la macchina da presa con 'I magi randagi' (1996), derivato da 'Porno-Teo-Kolossal', un soggetto originale che Pasolini avrebbe voluto realizzare trent'anni prima con protagonisti Totò, Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli.
Nel 1998 è la volta di 'Cartoni animati', diretto insieme al fratello Franco, con protagonista Fiorello, dove i cartoni del titolo sono quelli chefanno da scudo protettivo ad una comunità d'emarginati. Infine, nel 2000 Sergio Citti realizza 'Vipera', ennesima storia di sottoproletarivessati, scritto con Vincenzo Cerami.

ARTICOLO 21
MUORE SERGIO CITTI IL REGISTA EREDE DI PASOLINI
Si è spento all’alba Sergio Citti. Il regista è spirato intorno alle 6 di mattina in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria.
Stretto collaboratore di Pier Paolo Pasolini in quasi tutti i suoi film, Citti era nato il 30 maggio 1933 a Fiumicino (Roma). A metà degli anni ‘50, aveva esordito come consulente per il dialetto romanesco per il Pasolini scrittore, per i suoi romanzi d'esordio “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”. Dal 1959, lavora per il cinema con Federico Fellini (collaborazione ai dialoghi di “Le notti di Cabiria”), Mauro Bolognini (“La notte brava” e “'La giornata balorda”), Franco Rossi (“Morte di un amico”) e Bernardo Bertolucci (“La commare secca”). Diviene appunto stretto collaboratore di Pier Paolo Pasolini. Dopo la collaborazione ai dialoghi per i film “Accattone” (1961) e “Mamma Roma” (1962) dei quali è protagonista il fratello Franco, Citti diviene aiuto regista nei lavori successivi del regista e pota friulano.
Nel 1970 Citti, con la supervisione di Pasolini, dirige “Ostia”, rivelando una spiccata personalità. Se ne ha conferma in “Storie scellerate” (1973). Dopo aver scritto e sceneggiato insieme a Pupi Avati "Salò o le 120 giornate di Sodoma"(1975) ultimo film diretto da Pasolini, collabora nuovamente come dialoghista per “Brutti, sporchi e cattivi”(1975-‘76) di Ettore Scola, tragicomico ritratto delle borgate romane.
Con “Casotto” (1977) torna alla regia e all’analisi del degrado sociale di Roma e del litorale laziale, i un film corale, con numerosi protagonisti maschili (Citti, Croccolo, Davoli, Placido, Proietti, Stoppa, Tognazzi) e femminili ( Carabella, Deneuve, Foster, Melato). Dopo l’uscita di “Due pezzi di pane” (1979), realizza due film per la Rai, “Il minestrone” (1979), con Benigni, Davoli e Gaber, di cui è protagonista il fratello Franco, e "Sogni e bisogni"(1985).
Dopo alcuni anni di assenza torna dietro la macchina da presa con “Mortacci” (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero, ispiratagli da Pasolini anni prima, durante una chiacchierata in macchina, cui segue il film “I magi randagi” (1996), grazie al quale vince il “Nastro d'Argento 1997” per il miglior soggetto. Il film è derivato da “Porno-Teo-Kolossal”, un soggetto originale che Pasolini avrebbe voluto realizzare trent' anni prima.
Nel 1998 dirige, insieme al fratello Franco “Cartoni Animati”, ideale proseguimento di “Miracolo a Milano”(1950) di Vittorio De Sica, con protagonista Fiorello, dove i cartoni del titolo sono quelli che fanno da scudo protettivo a una comunità d'emarginati. Nel 2000, realizza “Vipera”, scritto con Vincenzo Cerami, ennesima storia di degrado sociale, con protagonisti gli strati più bassi della società. Dopo la partecipazione nel 2001 come attore al film denuncia sulla morte di Pasolini, “Pier Paolo Pasolini: La ragione di un sogno”, diretto da Laura Betti, torna alla regia nel 2005 con il film Fratella e sorello.

LA REPUBBLICA
Cinema, addio a Sergio Citti Regista di "Casotto" e "Mortacci"

Esordì a fianco di Pasolini, prima come consulente dialettale per i romanzi, e poi come aiuto per la direzione dei film. In primavera aveva detto: "So come è stato ucciso Pier Paolo, Pelosi ha mentito. Erano in cinque. E' stato un complotto"

E' morto questa mattina all'alba il regista Sergio Citti. Si è spento verso le 6 in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria.
Citti era nato nel 1933 a Fiumicino (Roma), e aveva esordito a metà degli anni '50 come consulente dialettale del Pasolini scrittore, per i suoi romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta. Era iniziato così un sodalizio artistico che era continuato nel cinema e si era concluso solo con la morte di Pier Paolo Pasolini, del quale Citti aveva inevitabilmente raccolto l'eredità artistica. E dell'omicidio di Pasolini aveva parlato di recente, a maggio, per dire che Pino Pelosi ha sempre mentito e che si era trattato di un complotto.
Il suo primo film da regista è Ostia, del 1970. Tra gli altri, Citti ha diretto Storie scellerate, Casotto, Il minestrone, Mortacci.
Ma Citti è stato anche aiuto regia nei principali lavori di Pasolini: La ricotta (1962), interpretato da Orson Welles, Uccellacci e uccellini (1965) e gli episodi La Terra vista dalla Luna (1966) e Che cosa sono le nuvole? (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli.

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E' morto il regista Sergio Citti, l'amico di Pasolini
E' scomparso all'alba in un ospedale di Ostia (Roma). Era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria. Collaboratore di Pier Paolo Pasolini in quasi tutte le sue opere cinematografiche, esordì nella regia nel 1971 con il film "Ostia". Suoi anche "Storie scellerate" e "Casotto". Dopo alcuni anni di assenza dai set, è tornato a"girare" nell'89 "Mortacci" e nel '96 "I Magi randagi".

IL VIRGILIO DI PASOLINI
«La notizia della morte di Sergio Citti mi mette molta tristezza perchè con lui scompare l'aspetto 'poeticò e 'intellettualè di un proletariato che non esiste più». Così Carlo Verdone parla all'ADNKRONOS della scomparsa del regista Sergio Citti. 

«Sergio era una persona molto stravagante, un proletario artista sensibile e indubbiamente un grande ispiratore per la cinematografia di Pasolini. Pasolini ha compreso le città satelliti di Roma, le periferie, le baracche grazie a Citti. E ha conosciuto un linguaggio che altrimenti da friulano Pasolini non avrebbe compreso. Direi che, assieme al fratello Franco, è stato il Virgilio di Pasolini», dice Verdone. «Come regi sta aveva un modo girare tutto suo, era anarchico, scavalcava spesso i campi, faceva cose molto azzardate. Era rozzo ma molto più poetico di tanti altri che impiegano giorni per una inquadratura. 'Casottò e 'Ostià sono i suoi film che preferisco», conclude Verdone.

LA PERIFERIA E I FILM
Sergio Citti era nato a Roma il 30 maggio 1933. Amico di Pier Paolo Pasolini, divenne suo collaboratore in quasi tutti i suoi film, aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco. Esordì alla regia con Ostia (1971), da una sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini. Il loro incontro risale alla prima metà degli anni '50 quando il poeta, trasferitosi a Roma da Casarsa, abbandonò il quartiere ebraico per andare ad abitare a Ponte Mammolo, una borgata sulla Tiburtina. In quella zona, l'incontro con Citti e la scoperta anche grazie all'amico con cui rimase in contatto sempre, di quel popolo della periferia che diverrà scenario dei maggiori romanzi di Pasolini. È stato autore con Pasolini delle sceneggiature di Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Mamma Roma e di Accattone

Non fu solo legato a Pasolini, Citti fu collaboratore di Federico Fellini per i dialoghi di Le notti di Cabiria, poi di Mauro Bolognini per La notte brava e La giornata balorda e di Bernardo Bertolucci nella Commare secca. Dopo l'esordio con Ostia, nel '73 Sergio Citti diresse Storie scellerate e poi Casotto (1977), Duepezzidipane (1979) e Il minestrone (1981). Quest'ultimo con Roberto Benigni attore alle prime prove.

Dopo alcuni anni di assenza è tornato dietro la macchina da presa con Mortacci (1989), curiosa storia a episodi ambientata in un cimitero e con I magi randagi (1996), grazie al quale vinse il Nastro d'argento ai David di Donatello. Nel '98, Cartoni animati poi nel 2001 ha diretto Giancarlo Giannini e Harvey Keitel in Vipera. L'ultimo film è uscito quest'anno: Fratello e sorella con Claudio Amendola, Ida Di Benedetto, Rolando Ravello, Laura Betti e Youma Diakite. 

LA SUA ULTIMA INTERVISTA SULL'OMICIDIO PASOLINI: IO SO CHI LO HA UCCISO, ERANO IN MOLTI

Le sue ultime, disperate parole pubbliche furono per l'amico Pier Paolo e per la sua assurda morte. Così Sergio Citti la primavera scorsa nel giardino della sua abitazione di Fiumicino, sulla sedia a rotelle, rispondendo alle domande lette da un taccuino, perchè ormai aveva grandi difficoltà con l'udito, raccontò la sua verità sulla maledetta notte all'Idroscalo. Non ci sentiva Citti, però rispondeva con voce vibrante, alzando i toni, per dare, per l'ultima volta, ancor più forza alla sua denuncia. 

Così lo scorso 7 maggio Sergio Citti, interpellato dopo le dichiarazioni televisive di Pino Pelosi che negò le responsabilità nella morte dello scrittore e regista, avvenuta all'Idroscalo di Ostia nel 1975, ripropose la sua «verità » sulla morte dell'amico Pier Paolo Pasolini. 

«Sulla morte di Pier Paolo bisogna assolutamente riaprire l'inchiesta - esordì, con accanto il fratello Franco, che invano cercava ogni tanto di calmarlo, tanta era l'emozione nel ripercorrere fatti così tragici ed oscuri - È ora che emerga tutta la verità: vorrei essere chiamato a testimoniare per dare un contributo alla ricerca della verità. 

Ci sono tanti a cui bisogna dare una risposta. Sono sempre stato convinto che furono più aggressori a colpire Pasolini e che Pelosi fosse stato solo un'esca giusta». Da quell'intervista, molti tornarono a bussare alla porta e alla memoria di Citti, che con le sue rivelazioni fu poi sentito successivamente dai magistrati, che hanno riaperto una nuova inchiesta, per predisporre poi il 13 settembre scorso la richiesta di archiviazione della terza inchiesta sull'omicidio Pasolini. 

«Già allora subito dopo il delitto, sui giornali, lo dissi: io so chi ha ucciso Pasolini e come avvennero i fatti - ribadì - Non sono mai stato chiamato per testimoniare. Hanno chiamato altri che non c'entravano niente». «Fecero un furto della pellicola del film Salò alla Technicolor - racconta - Il giorno dopo venne uno da me, che conoscevo, e mi disse: 'Sergio, vogliamo parlare con Pasolini per il materiale che hanno dei ragazzi, che vogliono dei soldi, 2 miliardi. Telefonai a Pasolini ed andammo dal produttore, Grimaldi, che mi disse 'posso dare al massimo 50 milioni'. Quell'uomo tornò da me e mi portò al bar dove si aggirava Pelosi. Io aspettai fuori, lui andò dentro: qualcuno gli disse 'No, non accettiamo'. 

Citti proseguì il racconto: «Questi volevano il numero di Pasolini. La sera prima di partire per Stoccolma Pier Paolo, io e la mia ex moglie abbiamo cenato assieme a Pasolini e a Ninetto Davoli ad Ostia. Pasolini mi disse che un ragazzo gli aveva telefonato, che non volevano più una lira e che gli volevano riconsegnare il materiale. Pier Paolo allora disse 'domani vado a Stoccolma, quando torno li vedrò, mi hanno detto 'Ci dispiace , vogliamo ridarti tutto'. Tanto è vero - raccontò ancora - che quando tornò gli telefonai, dicendogli: Pier Pa', ci vediamo? ma lui rispose: 'No, Sergio, stasera devo andare a mangiare con Ninetto e poi devo andare da questi ragazzì. Così fece, non dicendo nulla a Ninetto, andando poi alla stazione Termini, dove c'era Pelosi, standoci venticinque minuti». 

«Qui Pelosi telefonò, non so a chi, e qualcuno gli disse: 'A mezzanotte ed un quarto vieni e gli diamo la roba'. - rammenta ancora Citti - Allora Pasolini ha aspettato, è andato lì ed invece, così mi fu raccontato, lo hanno aggredito, è scappato, l'hanno ripreso e bastonato. Lui fece finta di essere svenuto. Qualcuno all'Idroscalo vide ciò che accadeva ma non ha mai testimoniato. Pelosi è stata l'esca giusta, perché a Pasolini piaceva quel tipo di ragazzo. Ad Ostia Pasolini ci è stato portato con l'inganno, perchè dovevano ridargli la roba». 

Citti raccontò anche di «aver girato un filmato nelle ore dopo il ritrovamento del cadavere. Ripresi le scie delle gomme della macchina, con cui quelli, non Pelosi, buttando giù un palo di cemento lo investirono, così come mi fu raccontato». «Vorrei essere faccia a faccia con Pelosi - concluse il regista di Casotto - La morte di Pasolini è convenuta a tante persone».Una convinzione e una una verità con le quali Sergio Citti ha vissuto ed è morto. 

IGN SPETTACOLO
La salma del regista Sergio Citti, scomparso questa mattina, dopo la camera ardente che verra' allestita nella Protomoteca del Campidoglio domani dalle 10 alle 18, verra' trasferita direttamente al cimitero in attesa della cremazione. Il regista infatti, come dichiarano i suoi familiari, non desiderava, dopo la morte, funerali, chiese e fiori ma direttamente la cremazione.
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È morto Sergio Citti
 

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