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Notizie "Ragazzo barbaro, poeta
di cose"
I suoi romanzi hanno cambiato la letteratura italiana, i suoi saggi si rivelano ancora oggi opere di straordinaria e preveggente modernità. I suoi film hanno precorso i tempi accelerando il processo di superamento del neorealismo e portando in Italia l’aria di rinnovamento delle nouvelle vague. Le sue opere teatrali, infine, erano pensate come strumento di contestazione, un atto di ribellione inferto, ancora una volta, all’universo borghese. Figura insolita per la nostra tradizione culturale ed artistica, Pasolini ha saputo osservare le cose del mondo con sguardo nuovo, rifiutando le classificazioni retoriche e cercando senza sosta quanto dell’uomo, della vita, della storia era ancora rimasto intatto, incontaminato dall’invasione della società capitalistica e consumistica. In questa direzione vanno le riflessioni teoriche e le dichiarazioni politiche, le opere letterarie e cinematografiche, le inchieste televisive, persino i viaggi, iniziati nel mondo povero ed essenziale delle borgate romane e proseguiti in India, Palestina, in Africa, in Brasile, alla ricerca di quel mondo mitico che stava scomparendo. Nella sua vita e nella sua opera, trasgressione e poesia vanno di pari passo e accompagnano il suo sguardo. Forte la sua necessità di smascherare i meccanismi convenzionali e i facili compromessi sociali, intensa e sincera la sua ispirazione che ha fatto di un volto, di un luogo, di una semplice parola, il centro di un’osservazione capace di meraviglia e profondità. * * *
Le immagini
Il teatro
e la poesia
venerdì 11 novembre,
h. 21 - Provincia di Biella, Cantinone
Il cinema
mercoledì 9 novembre,
h. 21 - Candelo, Cinema Verdi
mercoledì 16 novembre,
h. 21 - Candelo, Cinema Verdi
Le parole
La musica
Notizie biografiche
Gli anni della giovinezza li trascorre tra Casarsa e Bologna, dove frequenta l’Università e dove inizia a scrivere poesie, in friulano e in italiano, che confluiscono nel volume Poesie a Casarsa. Dopo gli anni bui della guerra, Pasolini si stabilisce in Friuli. Insegna in una scuola media e inizia, non senza contrasti, la sua militanza politica nel Partito comunista italiano. Non va meglio a Roma, dove si trasferisce con la madre nel 1949, fuggendo le conseguenze di un processo per atti osceni in luogo pubblico e corruzione di minore [da cui peraltro uscirà assolto, ndr], che lo costringono a lasciare la sua terra amata e prima fonte di ispirazione poetica. I primi anni romani sono difficili. Per vivere lavora come generico a Cinecittà, fa il correttore di bozze e vende i suoi libri nelle bancarelle rionali. Le opere letterarie di questi anni risentono dell’ambiente delle borgate che frequenta. Nasce il mito del sottoproletariato romano e inizia la stesura del romanzo Ragazzi di vita che verrà pubblicato da Garzanti nel 1955, cui fanno seguito [i libri di poesia] Le ceneri di Gramsci e L'usignolo della Chiesa cattolica. L’occasione di un nuovo contatto con il cinema gliela offre Mario Soldati che lo vuole come collaboratori alla sceneggiatura del suo film La donna del fiume, mentre nel 1956 sarà Fellini a chiamarlo, insieme a Sergio Citti, per la sceneggiatura di Le notti di Cabiria. L’esordio nella regia avviene nel 1961 con Accattone, inaugurando, così, una stagione di lavoro intenso, che lo vedrà impegnato in prima linea, oltre che sul set, anche nel dibattito teorico internazionale. Queste riflessioni confluiscono nel 1972 nel volume Empirismo eretico, frutto dell’impegno estetico, sociale e politico di Pasolini. Il suo corpo senza vita viene ritrovato la mattina del 2 novembre 1975, sul litorale di Ostia, in un campo incolto in via dell'idroscalo. * * * Per ulteriori informazioni:
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