La Roma di Pasolini

"Pagine corsare"
La Roma di Pasolini

Pasolini nel cuore
Silvio Parrello, artista poliedrico a Donna Olimpia
di Paolo Urbini

Chi si trovasse a percorrere in un qualsiasi giorno feriale quel tratto di strada compreso tra Piazza Donna Olimpia e la parte iniziale di Via Federico Ozanam, dove insistono i grattacieli di mussoliniana memoria, noterebbe con sorpresa tra le poche vetrine disadorne degli esercizi commerciali, una curiosa porticina di vetro, situata tra due battenti ricoperti con fotocopie di missive dai Grandi della Terra con i quali l’inquilino di questa botteguccia intrattiene un nutrito epistolario. 

In essa, divenuta con il tempo luogo d’incontro degli artisti della zona, fa bella mostra di sé una cascata di dipinti fantastici, sovrastati da un ombrellone del diametro di circa quattro metri, appeso al soffitto, con al centro una grossa lampada luminosissima; questa avvolge i tanti dipinti distribuiti sulle uniche tre pareti in verità molto contenute, ma che per questo contribuiscono a dare all’ambiente una intima atmosfera surreale. 


Due dipinti di Silvio Parrello
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In effetti tale è il mondo in cui vive il loro autore a cui non pare vero di evidenziarlo nelle sue opere. Un artista libero, apparentemente un po’ burbero, che cerca, senza peraltro riuscirci, di superare la realtà con atteggiamenti a volte spigolosi ma noti a chi ben lo conosce e sa che è sufficiente un vezzo complice per mettere in moto un gioviale effluvio di parole tale da in vestire la mente e il cuore dell’interlocutore.

Un’esistenza trascorsa quasi in solitudine, per scelta, vive circondato dai suoi personaggi, veri o talora verosimili, reali o immaginari, creandosi un mondo artificiale per superare le proprie ansie nel lirismo delle sue poesie che spesso dice ai suoi amici più prossimi.

Silvio Parrello durante una cerimonia di commemorazione di Pasolini 
all'Idroscalo di Ostia Con loro lo si può vedere d’inverno transitare per le strade del quartiere o nei viali di Villa Pamphili, avvolto dalle sue lunghe sciarpe, indossando giacconi dai grandi quadri sgargianti ed il capo ricoperto, alternativamente, da un basco da marinaio o da una papalina di lana: da ciò lo riconosci a distanza nonché per l’incedere caratteristico, e per il saluto che molti monteverdini fanno a gara per rivolgergli.

Geloso dei propri sentimenti, è noto in questo quartiere che vide a suo tempo le vicende dei “ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini; egli con le sue ballate e con le sue rappresentazioni ne è diventato il cronista, il cantore, l’interprete al pari e forse più di chi ha creduto di scriverne una biografia ad uso e consumo di un popolo a torto ritenuto incolto. Conoscerlo sarà una scoperta per chi ancora non lo avesse avvicinato e un arricchimento per tutti coloro che lo continuano a frequentare. È stanziato al civico 134 di Via Ozanam, la botteguccia è diventata “Lo scrittoio”, che altro non è se non una minuscola galleria d’arte. Silvio Parrello ne è il Pigmalione.

 SU SILVIO PARRELLO, RAGAZZI DI VITA E MONTEVERDE VEDI ANCHE:
contributi_parrello03_ragazzi.htm
contributi_espa.htm
contributi_parrello.htm
monteverde01.htm e pagine seguenti

 
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INVITO ALLA LETTURA
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


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A "PAGINE CORSARE"
DA OTTOBRE 1998





 


Pasolini nel cuore. Silvio Parrello, artista poliedrico a Donna Olimpia, di Paolo Urbini

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