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"Pagine
corsare"
La
Roma di Pasolini
Monteverde
a cura di Angela Molteni
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Gli
amici poeti di Monteverde
Attilio Bertolucci
Degli intellettuali e artisti
che in quegli anni arrivarono a Roma, alcuni scelsero Monteverde come loro
residenza. Tra questi Attilio Bertolucci e Giorgio Caproni.
Il primo incontro tra Pier
Paolo Pasolini e Attilio Bertolucci è descritto da quest'ultimo,
e avvenne nel 1951:
“… un giorno
Giorgio Bassani mi portò al quinto piano della casa di Via del Tritone
dove allora provvisoriamente abitavo un giovane dai tratti somatici incisi,
l’asciutto corpo di sportivo coperto da un maglione di lana ruvida, di
tipo vagamente finlandese, con figure di cervi e di renne. Il giovane senza
quasi parlare mi passò un ritaglio di giornale sul quale era stampata
una sua recensione al mio libro, molto generosa... Quando gli dissi che
nel ‘42 avevo letto Poesie a Casarsa, […] parve meravigliarsi moltissimo,
non dico compiacersi. Da allora fra noi nacque una grande amicizia fatta
di poche parole (forse per colpa di entrambi, più capaci di dialoghi,
anche approfonditi, ma a distanza, che di conversazioni fitte) e di grande
- credo di poterlo dire - comprensione reciproca”.
Nel dicembre dello stesso anno
la famiglia Bertolucci si trasferisce al n.15 di viale di Villa Pamphili
e, nell’anno successivo, al n.45 di via Giacinto Carini. Nel 1954 Bertolucci,
diventato consulente dell’editore Livio Garzanti, gli presenta Pasolini.
“Si era, mi pare
di ricordare, nella primavera del ‘54. Livio Garzanti mi telefona... per
incontrarmi al suo albergo... Scendo, tenendo stretto sotto il braccio
perché non mi scivoli nella calca del filobus che mi porta a Largo
Chigi, il sottile quaderno verde di ‘Paragone’ su cui era uscito qualche
giorno prima il racconto, il primo in romanesco di Pier Paolo, dei ‘ragazzi
a fiume’ con l’episodio che diverrà famoso, della salvazione di
una rondine. [...] lasciai ‘Paragone’ a Garzanti pregandolo di leggere,
appena gli fosse possibile, quel racconto, assicurandolo che quella non
sarebbe stata una lettura solita, ovvia. Non avremmo dovuto più
vederci, quel giorno; e invece Garzanti si fece vivo nell’immediato pomeriggio
[...]. Aveva letto quelle pagine, voleva vedere subito, diciamo appena
possibile, il loro autore. Riuscii a convocare Pier Paolo prima della consueta
partita di calcio nel campetto di Monteverde in quegli anni ancora non
tutta fabbricata, di primavera presto visitata ancora da greggi di pecore
abruzzesi, come ai tempi di Stendhal e di D’Annunzio... “.
Nel giugno del 1959 Pasolini
si trasferisce nello stesso condominio di Via Carini in cui risiedono i
Bertolucci; vi resterà fino al 1963. Il rapporto di Attilio Bertolucci
con la città e il quartiere appare diverso: a Roma è venuto,
si direbbe, per sottrarsi all’abbraccio troppo caldo e materno della “piccola
patria” Parma: la grande città forse non gli piace, ma dice “… volevo
sradicarmi perché pare che le piante sradicate poi diano frutti
migliori...”.
“Non volevo diventare
il grande poeta di Parma. Poi era sicuro che a Roma mi sarei perso. Essa
ha questo vantaggio: è una città dove non esistono autorità.
Contrariamente a Milano, dove c’è l’industria che conta, o le banche,
a Roma cos’è che conta? Niente. E non si conta niente. Questo trovavo
che mi lasciava molto libero. Un fatto assai importante per me... “.
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Attilio Bertolucci
è nato il 18 Novembre 1911 a San Prospero, vicino Parma. Cominciò
a scrivere poesie sin da giovanissimo, quando aveva ancora non più
di sette anni. Nel '28 collaborò alla Gazzetta di Parma, di cui
Cesare Zavattini, amico di sempre, era nel frattempo diventato redattore
capo. L'anno successivo, Bertolucci pubblicò la sua prima raccolta
di poesie, Sirio.
Nel
'31 s'iscrisse alla Facoltà di Legge a Parma.
Nel
'33 conobbe la compagna di tutta una vita, Ninetta Giovanardi, e nel '34
pubblicò l'intenso e bellissimo Fuochi in novembre, che gli
meritò gli elogi di Montale e di Sereni (la corrispondenza con Sereni
è raccolta in Una lunga amicizia, del '94). Abbandonati gli
studi giuridici, frequentò le lezioni di critica dell'arte tenute
da Roberto Longhi all'università di Bologna. Nel '38, le nozze con
Ninetta. Un anno dopo fondò con Ugo Guanda "La Fenice", prima collana
di poesia straniera in Italia. Il 17 marzo del '41 nacque il figlio Bernardo,
che diventerà il grande regista che sappiamo. |
| Il
9 settembre del '43 si trasferì con Ninetta e il piccolo Bernardo
a Casarola, nell'antica casa dei Bertolucci. Nel '47 nacque il secondo
figlio, Giuseppe, anch'egli futuro regista. Si trasferì nel '51
a Roma, proprio presso l'abitazione di Longhi. Il '51 è un anno
felicissimo per Bertolucci: esce La capanna indiana da Sansoni e
vince il Premio Viareggio. Fra i primi lettori del libro c'è Pier
Paolo Pasolini, che diventa uno sei suoi amici più cari. Nel '58
uscì da Garzanti, a sua cura, un'antologia di Poesia straniera
del Novecento, stracolma di sue traduzioni. Nel '71 venne pubblicato
quello che resta, probabilmente, il migliore tra i libri del poeta parmigiano,
Viaggio
d'inverno. Nel '75, dopo la morte di Pasolini, Bertolucci fu chiamato
a dirigere - con Siciliano e Moravia - la prestigiosa rivista "Nuovi Argomenti".
Per
molti anni il poeta fu impegnato nella scrittura e nella rifinitura della
Camera
da letto, che uscirà in due libri, nell' 84 e nell'88, vincendo
il Viareggio. Nel '90 appaiono Le poesie, tutte le sue raccolte
di liriche già edite, che ottengono il premio Librex-Guggenheim.
Nel '93 esce una nuova raccolta di liriche, Verso le sorgenti del Cinghio,
e nel '97 pubblica La lucertola di Casarola, che contiene poesie
giovanili e componimenti più recenti. Nello stesso anno esce il
Meridiano Mondadori delle sue Opere, a cura di Paolo Lagazzi e Gabriella
Palli Baroni. Il grande poeta si è spento il 14 giugno 2000.
Fonte:
http://www.biografieonline.it
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Pasolini, al figlio di Attilio
Bertolucci, Bernardo, allora adolescente, che vuole sapere dal poeta e
dai suoi amici le loro avventure, il loro impegno negli anni della guerra
e della ricostruzione, dedica alcuni
versi. In essi, il fratello di Pasolini, Guido, viene visto come modello
assoluto di sacrificio in nome della passione, di impegno nella lotta per
la libertà e di entusiasmo per la vita.
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Giorgio Caproni
Nasce a Livorno il 7 gennaio
1912. Dal marzo del 1922 vive a Genova con la famiglia. Commesso, impiegato,
e infine maestro elementare; nel 1938 si trasferisce a Roma e insegna alla
scuola elementare “Francesco Crispi” fino al 1973. Amico di Pasolini e
di Bertolucci, conduce una vita appartata, lontano dai salotti letterari.
Muore il 22 gennaio del 1990.
Ai suoi funerali, nella popolare parrocchia di Donna Olimpia a Monteverde,
oltre ai familiari parteciparono i suoi amici poeti e scrittori. Nessuna
autorità andò a rappresentare il Comune di Roma né
lo Stato: un’assenza che non può trovare giustificazioni nella natura
schiva del Poeta.
È stato legato da
forte amicizia con Pier Paolo Pasolini. Dopo aver rifiutato un pubblico
commento sulla morte di Pier Paolo così motivò il suo silenzio:
Caro Pier Paolo
Il bene che ci volevamo
- lo sai - era puro.
E puro è il mio
dolore.
Non voglio pubblicizzarlo.
Non voglio, per farmi
bello,
fregiarmi della tua morte
come di un fiore all’occhiello.
.
Pasolini
.
Quanto celeste,
quanto
bianco, quanto
verdazzurro vedo
nel tuo nome uno e trino.
.
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Giorgio Caproni è
stato senza alcun dubbio uno dei massimi poeti del Novecento. Di origini
modeste, il padre Attilio è ragioniere e la madre, Anna Picchi,
sarta. Giorgio scopre precocemente la letteratura attraverso i libri del
padre, tanto che a sette anni scova nella biblioteca paterna un'antologia
dei Poeti delle Origini (i Siciliani, i Toscani), rimanendone irrimediabilmente
affascinato e coinvolto. Nello stesso periodo si dedica allo studio della
Divina
Commedia, alla quale s'ispirò per Il seme del piangere
e Il muro della terra.
Nel periodo della Prima Guerra
Mondiale si trasferisce insieme alla madre e al fratello Pierfrancesco
(più vecchio di lui di due anni) in casa di una parente, Italia
Bagni, mentre il padre è richiamato alle armi. Sono anni duri, sia
per motivi economici sia per le nefandezze della guerra che lasciano un
profondo solco nella sensibilità del piccolo Giorgio.
Finalmente nel 1922 terminano
le amarezze, prima con la nascita della sorellina Marcella, poi con quello
che sarà l'avvenimento più significativo nella vita di Giorgio
Caproni: il trasferimento a Genova, che lui definirà "la mia vera
città".
Terminate le scuole medie,
si iscrive all'Istituto musicale |
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| "G. Verdi", dove studia
violino. A diciotto anni rinuncia definitivamente all'ambizione di diventare
musicista e s'iscrive al Magistero di Torino, ma presto abbandona gli studi.
Inizia in quegli anni a scrivere
i primi versi poetici: non soddisfatto del risultato ottenuto strappa i
fogli gettando via tutto. È il periodo degli incontri con i nuovi
poeti dell'epoca: Montale, Ungaretti, Barbaro. Rimane colpito dalle pagine
di Ossi di seppia, al punto di affermare: "... saranno per sempre
parte del mio essere."
Nel 1931 decide di inviare
alcuni suoi componimenti poetici alla rivista genovese "Circolo", ma il
direttore della testata, Adriano Grande, li rifiuta invitandolo alla pazienza,
come a dire che la poesia non era adatta a lui.
Due anni dopo, nel 1933,
pubblica le sue prime poesie, Vespro e Prima luce, su due
riviste letterarie e, a Sanremo, dove si trova per il servizio militare,
coltiva alcune amicizie letterarie: Giorgio Bassani, Fidia Gambetti e Giovanni
Battista Vicari. Comincia anche a collaborare con riviste e quotidiani
pubblicando recensioni e critiche letterarie.
Nel 1935 inizia ad insegnare
alle scuole elementari, prima a Rovegno poi ad Arenzano.
La morte della fidanzata
Olga Franzoni nel 1936 dà lo spunto alla piccola raccolta poetica
Come
un'allegoria, pubblicata a Genova da Emiliano degli Orfini. La tragica
scomparsa della ragazza, causata da setticemia, provoca una profonda tristezza
nel poeta come testimoniano molti suoi componimenti di quel periodo, tra
cui vanno ricordati i Sonetti dell'anniversario e Il gelo della
mattina.
Nel 1938, dopo la pubblicazione
di Ballo a Fontanigorda per l'editore Emiliano degli Orfini, sposa
Lina Rettagliata; sempre nello stesso anno si trasferisce a Roma restandovi
solo quattro mesi.
L'anno seguente è
richiamato alle armi e nel maggio del 1939 nasce la sua primogenita, Silvana.
Allo scoppio della guerra è prima inviato sul fronte delle Alpi
Marittime poi in Veneto.
Il 1943 è molto importante
per Giorgio Caproni perché vede una sua opera pubblicata da un curatore
di rilevanza nazionale. Cronistoria vede le stampe presso Vallecchi
di Firenze, all'epoca editore fra i più noti.
Anche i fatti della guerra
hanno gran rilevanza per la vita del poeta che trascorre, dall'8 settembre
alla Liberazione, diciannove mesi in Val Trebbia, in zona partigiana.
Nell'ottobre del 1945 rientra
a Roma dove resterà fino al 1973 svolgendo l'attività di
maestro elementare. Nella capitale conosce vari scrittori tra cui Cassola,
Fortini e Pratolini, e instaura rapporti con altri personaggi della cultura
(uno su tutti: Pasolini). La produzione di questo periodo è basata
soprattutto sulla prosa e sulla pubblicazione di articoli relativi a vari
argomenti letterari e filosofici. In quegli anni aderisce al Partito Socialista
e nel 1948 partecipa a Varsavia al primo "Congresso mondiale degli intellettuali
per la pace".
Nel 1949 torna a Livorno
alla ricerca della tomba dei nonni e riscopre l'amore per la sua città
natia: "Scendo a Livorno e subito ne ho impressione rallegrante. Da quel
momento amo la mia città, di cui non mi dicevo più...".
Le attività letterarie
di Caproni diventano frenetiche. Nel 1951 si dedica alla traduzione diIl
tempo ritrovato di Marcel Proust, cui seguiranno altre versioni dal
francese di molti classici d'oltralpe.
Intanto la sua poesia si
afferma sempre di più: Stanze della funicolare vince il Premio
Viareggio nel 1952 e dopo sette anni, nel 1959, pubblica Il passaggio
di Enea. Sempre in quell'anno vince nuovamente il Premio Viareggio
con Il seme del piangere.
Dal 1965 al 1975 pubblica
Congedo
del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee, il Terzo libro ed
altre cose e Il muro della terra.
È del 1976 la pubblicazione
della sua prima raccolta, Poesie; nel 1978 esce un volumetto di
poesie intitolato Erba francese.
Dal 1980 al 1985 vengono
pubblicate molte sue raccolte poetiche ad opera di vari editori. Nel 1985
il Comune di Genova gli conferisce la cittadinanza onoraria. Nel 1986 viene
pubblicato Il conte di Kevenhuller.
Il grande poeta si è
spento il 22 Gennaio del 1990 nella sua casa romana. L'anno dopo veniva
pubblicata postuma la raccolta poetica Res amissa.
Fonte: http://biografie.leonardo.it/
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OTTOBRE 2005 - MONTEVERDE COMMEMORA PIER PAOLO PASOLINI - LE FOTO
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