Italo Moscati
Pasolini passione
Vita senza fine di un artista trasparente
Ediesse 2005
197 pagine, € 12.00


... io, se sono vivo, / lo sono in questa terra,/
lo sono per la gioia / di conoscerla, e darmi /
ad essa per averla.
(Pier Paolo Pasolini, «Scrivendo ‘Il canto popolare’»)
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La morte non è / nel non poter comunicare /
ma nel non poter più essere compresi.
(Pier Paolo Pasolini, «Una disperata vitalità»)
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La copertina del libro di Italo MoscatiTrent’anni dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini e già si sente il rullare dei tamburi intorno a lui, alla sua tragica morte, al suo lavoro di poeta e di regista, alla sua appassionata capacità di intervento sui temi più acuti non solo italiani. È un rullare che spesso è soffocato dai toni sinistri e scandalistici delle cronache postume sulle circostanze della morte e da una difficoltà a chiarire molti aspetti della triste vicenda avvenuta il 2 novembre del 1975, ancora avvolta da dubbi e da sospetti. È una vicenda che resta aperta in attesa di parole serie e definitive, mentre la Tv, dando voce al suo assassino Pelosi, ha rilanciato l’ipotesi di un agguato omicida perpetrato da più persone. 

Ma chi era, anzi chi è, Pier Paolo Pasolini? Italo Moscati, che ha già studiato e raccontato il grande personaggio amato soprattutto dai giovani senza distinzioni ideologiche, ma anche odiato e vilipeso da chi non gli perdona di avere sempre ubbidito al forte bisogno di cercare una parola di verità su cui discutere senza pregiudizi –, torna ad occuparsene, proponendosi di cogliere la lezione pasoliniana. Una lezione che consiste nel continuare a interrogarsi e a interrogare, senza rinunciare a prendere posizione. 

Quante volte, pensando a Pasolini, ci si è chiesti e ci si chiede: cosa penserebbe lui, lui autore dei mordenti «scritti corsari», della vita di oggi, dei temi della clonazione, della crisi della politica, del terrorismo internazionale, della guerra, anzi delle guerre, e così via. Avvolta da brume cupe, la storia del poeta e del regista diventa trasparente se la si esamina con il distacco del tempo e con l’onestà di riconsiderare e approfondire il personaggio e la sua storia.

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Pier Paolo Pasolini a New YorkITALO MOSCATI, scrittore e regista, sceneggiatore. Nato a Milano, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con Liliana Cavani (scrivendo tra l’altro Il portiere di notte), Luigi Comencini, Giuliano Montaldo. Ha svolto e svolge l’attività di critico teatrale e cinematografico per numerosi giornali e riviste, oltre che per RaiSatCinemaWorld e, alla radio, per Hollywood Party. Insegna Storia delle comunicazioni di massa e Arti visive della contemporaneità all’Università di Teramo. È stato capo dei Servizi sperimentali della Rai-TV, producendo i primi film di Gianni Amelio, Maurizio Ponzi, Peter Del Monte e di numerosi altri registi, e opere di Jean Luc Godard, Glauber Rocha e Marco Ferreri. È stato vicedirettore di RaiEducational realizzando le lunghe serie di Tempo, Epoca e Tema. Ha scritto dieci commedie messe in scena da Ugo Gregoretti, Piero Maccarinelli e Augusto Zucchi. Ha diretto per la TV il serial Stelle in fiamme e il film Gioco perverso, oltre a diversi documentati e inchieste, tra cui Il castello di sabbia, Tornerai, Babylon TV, Risvegli d’Italia, Passioni nere, Cuore di TV, la Trilogia della Paura (La guerra perfetta, Maschere, Nomadi) dedicata alla situazione nel mondo dopo l’11 settembre. Ha diretto Occhi sgranati, film sull’emigrazione italiana presentato alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e in un ampio circuito di proiezioni. E coautore delle dieci puntate dei Tg della Storia. Tra i suoi libri: Il cattivo Eduardo, Luca Ronconi - Utopia senta paradiso, 1967 - Tuoni prima del Maggio, 1969 - Un anno bomba, 1970 - Addio Jimi; per Ediesse Le scarpe di Jack Kerouac; per Ediesse - RaiEri Anna Magnani e Vittorio De Sica.
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Pasolini, Maselli e Gregoretti a Venezia - 1968Tra le pagine più significative del libro di Italo Moscati vi è il racconto dettagliato - da vero e proprio testimone - della contestazione, sia studentesca, sia dei registi presenti alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1968. 

L’Unità, organo ufficiale del Partito comunista italiano, titolava, il 27 agosto 1968: In corso a Venezia le trattative per una mostra più libera e democratica. La delegazione per tale trattativa era formata da Zavattini, Gregoretti, Pasolini, Massobrio, Maselli, Ferreri, Pirro e Solinas. 

Nella foto qui a lato, Pasolini esce da una delle assemblee tenutesi in quei giorni tempestosi. Sono riconoscibili anche Citto Maselli e Ugo Gregoretti.
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