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Notizie Ostia: i tre monumenti
Un altro monumento, una stele marmorea rosso chiaro, bellissima, per cui bisogna rendere veramente un grazie immenso (allora fu osteggiato da tutta Ostia/Roma) all’attuale Assessore alla Regione Lazio Angelo Bonelli, che lo volle a tutti i costi [vedi foto qui sotto].
Si trova nella parte centrale di Ostia, a piazza Anco Marzio, sul lungomare, in una zona ‘nobile’ per modo di dire, di commercianti ostiensi (i padroni di Ostia), sicuramente sempre contrari a tali iniziative. Manca di una targa, non è facilmente leggibile la scritta Pier Paolo Pasolini, incisa sotto sul monumento. Angelo Bonelli vuole ora - l’ha dichiarato ieri durante la cerimonia avvenuta all'Idroscalo per l'inaugurazione della nuova statua di Mario Rosati - far aprire un museo pasoliniano nella Tor San Michele presso l’Idroscalo (di disegno michelangiolesco). Tre monumenti per ricordare
Tre monumenti alla memoria e un ricordo a singhiozzo. Ostia, come ogni inizio di novembre, torna a celebrare la ricorrenza della morte di Pier Paolo Pasolini. Anche stavolta con un nuovo monumento.
Preso a martellate, sbriciolato dalla salsedine e dall’incuria, celebrato solo dai film di Calegari, Moretti e Giordana, quel monumento è tornato a vivere. Lo stesso scultore che l’aveva posato allora, è tornato a scalpellarlo nel travertino. E oggi a mezzogiorno gli amministratori comunali che l’hanno finanziato, rispondendo così a una petizione vecchia di sette anni e firmata da migliaia di persone, saranno in via dell’Idroscalo per scoprire la stele. Eppure quella Ostia alla quale Pasolini in vita ha voluto bene sino al punto di dedicarle con Sergio Citti un film intitolato col nome stesso della cittadina, vive con la memoria verso il poeta un singolare rapporto. Sono tre i monumenti che ne tramandano il ricordo ma degli altri due la notorietà è appannata, sottaciuta, quasi nascosta. Pietro Consagra, uno dei più prestigiosi esponenti dell'astrattismo italiano morto a luglio scorso, nel 1995 donò una sua opera al Campidoglio per celebrare il ventennale dell’uccisione dello ”scrittore corsaro”. Ostia accolse con un coro di polemiche quel gruppo marmoreo, il terzo che arrivava nella cittadina. Per volontà dell’allora presidente della circoscrizione Angelo Bonelli, oggi sostenitore di un mausoleo pasoliniano da aprire nella michelangiolesca Tor San Michele, la statua venne collocata nel giardino ”nobile” di piazza Anco Marzio. Dov’è tutt’ora, ignota presenza al centro dell’aiuola, priva di una targa di spiegazione e quasi irraggiungibile dallo sguardo. Non meno immersa nell’oblio l’intensa scultura di Gaetano Gizzi. Dono personale alla città di Ostia, l’artista collocò la sua opera a piazza Gasparri, cuore pulsante di quella Roma proletaria tanto amata da Pasolini. Ristrutturato il giardino, il monolite è stato restaurato e ricollocato ma nessuno sa a chi esso sia rivolto: quello squarcio di marmo bianco raffigurante la lotta tra due uomini non ha insegne, targhe, didascalie che spieghino il dolore per una morte tanto assurda quanto ancora imbarazzante.
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