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I contributi dei visitatori Secondo me...
Pasolini,
è la luce degli occhi, la strada del cuore,
la guida del cervello, l'eternità del Novecento . Sono
un 14enne, che iniziò a conoscere Pasolini all'età di 12
anni, quando lessi Ragazzi di Vita. Pier Paolo Pasolini è
un punto di riferimento, è una strada, è un Universo. Pasolini
è il più grande intellettuale del Novecento. Lui era un titano
della letteratura, era un mostro di cultura e un divoratore di libri.
Il suo delitto è stato un delitto del potere, voluto dalla politica, perché lui sapeva i nomi degli autori delle stragi e di quello che veniva chiamato 'golpe'. Lui era un intellettuale, per questo sapeva. La sua morte la sento in modo amaro e acuto, in ogni istante della mia vita, perchè la Sua vita è una cosa che mi manca, mi manca, nel senso che mi manca, come mi servirebbe un braccio se mi mancasse. Io, come lui, sono pieno
di una domanda, a cui non so rispondere, recentemente, ho scritto un libro,
e l'ho dedicato a lui.
Fortunato perché: perché quando ho approfondito i miei studi sulla sua morte, in un articolo di Oriana Fallaci, in molti scritti di Laura Betti, testimonianze di Ninetto Davoli, opinioni e supposizioni della sua morte di intellettuali come Franco Loi (quest'ultimo l'ho sentito personalmente, davanti a un piatto di pasta asciutta con la carne e le polpette), Dacia Maraini, Giuseppe Ardrizzo, Sabatino Cariati; be' quando sentii queste supposizioni, quanto lessi questi scritti, non potei impedire al mio animo, di farmi far uscire molte lacrime dagli occhi. Figuriamoci se fossi vissuto in quell'epoca, quando la mattina del 2 Novembre mi fossi alzato, avessi acceso la Televisione, e avessi sentito: "Ieri notte, Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta, saggista e regista, è stato assassinato brutalmente, il suo cadavere è stato trovato in condizione pessime, all'Idroscalo di Ostia". MI sarei sentito cadere il mondo addosso.Ecco perché mi dichiaro fortunato. Pasolini era una luce, e una luce si spense. Vorrei esprimere una mia
ipotesi sull'assassinio di Pier Paolo Pasolini.
1) Un grosso politico, o
un grosso boss, ordina a due mafiosi, che hanno il controllo della zona
di Roma in cui abitava Pasolini, di contattare altri mafiosi che hanno
il controllo mafioso di Ostia.
2) Le quattro persone sui 30 anni trovano uno che vuol fare il gioco sporco per somme non enormi come 50.000 lire.In realtà, i ragazzi non vogliono dare un bel niente al ragazzo. Il ragazzo è Pino Pelosi. 3) Pino Pelosi vede arrivare Pasolini (probabilmente conosce i suoi connotati, grazie a una foto, indicatagli dalle quattro persone sui 30 anni. Sente la richiesta di Pasolini per un rapporto (al massimo orale) con i ragazzi, tutti si rifiutano, e Pelosi si offre in cambio di un regalo. 4) Si fermano a un ristorante
di Roma: Pasolini, forse, tramite il suo sovraumano intuito, intuisce che
qualcosa sta per finire male, forse capisce qualcosa vedendo l'affermazione
convinta del ragazzo alla richiesta di andare con lui. Ma, forse, anch'esso
si è stancato di vivere, e - anche preso da un sentimento brutto
- decide di andare avanti, forse la morte ora lo consola, infatti, dice
una frase al proprietario del locale: "Scappa da questa brutta città".
5) Pasolini chiede a Pelosi dove vuole andare, Pelosi, gli nomina il luogo che gli hanno indicato le 4 persone: l'idroscafo di Ostia. 6) Pelosi è sul luogo
e lì attende quelle quattro persone sui 30 anni, che arrivano, tirano
giù Pasolini dalla macchina e lo malmenano con spranghe di ferro
e catene.
7) Buttatosi per terra, Pelosi, rubata la sua macchina, per la fretta fa retromarcia e schiaccia Pasolini e poi, per scappare via, lo schiaccia una seconda volta, forse non l'ha nemmeno voluto fare apposta. Pasolini, a causa di quei due investimenti, muore... 8) Pasolini era un intellettuale
scomodo, e la Polizia cancellò due prove fondamentali, e lo fece
apposta, per ordine della mafia o della Politica corrotta.
9) Conclusione: l'assassinio di Pier Paolo Pasolini è stato un delitto del potere. |
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