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I contributi dei visitatori Due poesie dedicate
a Pasolini
Falsificazione della
morte
A sinistra (sedendo con le spalle al monumento) come l’elitra di una [immensa cicala
lo strofinìo innocente
e inflessibile del mare
sulla terra, una commozione maschile. Allontanandosi dal mare la sabbia [risulta
inversamente proporzionale allo
spessore dell’acqua che facendo la bava
[s’inclina
al radente spericolato vento
che tocca le tempie dell’agnello umano, fatto uno coi suddetti acquitrini fomati dalle piogge e dalla recalcitrante marea che altalenando orbita intorno alle baracche. Non abbiamo voglia
[caravaggesche.
[e la bellezza
del corpo cacciatore di qualcuno
che forse ebbe cura della tua pena e per questo non usò le parole dei tuoi anni cattivi né l’odore basale del suo corpo per colpirti – con l’odio e l’amore di un figlio infinito (sempre rinnegato, sempre ricreato), il figlio per il quale si rifabbrica il mondo. * * * L’estasi e l’imminenza
I tuoi pensieri erano un
sonno asiatico, foreste
[dolente delizia.
La mattina era grande, elementare.
La sassaiola,
[nebulosa e
nera
su quella del fratello
del partigiano Guido Pasolini, sulla scriminatura dritta dei suoi capelli da calciatore. In fondo si tratta di piccoli movimenti di terra, sbancamenti, maschi che dicono parole d’amore puberale e violento tra i moschini dell’uva. Resta questo calore, questa giustizia antartica, trascritta in piena luce da un [amanuense
della passione, dalla sua tragica
meravigliosa
dissoluzione in scheletro con tutta l’anima a un passo dalla madre. Maria
Grazia Calandrone
18 luglio 2003 |
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