I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"

"Pagine corsare"
I contributi dei visitatori

Due poesie dedicate a Pasolini
di Maria Grazia Calandrone

Falsificazione della morte
tra gli angeli tremendi
di Maria Grazia Calandrone

A sinistra (sedendo con le spalle al monumento) come l’elitra di una 

[immensa cicala
lo strofinìo innocente e inflessibile del mare 
sulla terra, una commozione maschile. Allontanandosi dal mare la sabbia 
[risulta
inversamente proporzionale allo spessore dell’acqua che facendo la bava 
[s’inclina
al radente spericolato vento 
che tocca le tempie 
dell’agnello umano, fatto uno 
coi suddetti acquitrini 
fomati dalle piogge e dalla recalcitrante marea 
che altalenando
orbita intorno alle baracche. 

Non abbiamo voglia 
di ambientarci in questo sole, nella sua pena quieta, contemplativa 
di altre crescite 
religiose e plebee, la bocca piena dell’ipersensibile 
crepa verbale, un sentimento che incoraggia alla costipazione dei resti sotto i sassi o a questo bianco limitarci a essere 
europei 
a faccia in giù, immondizia sul litorale romano ma evocativa 
del fondamento di Roma nel dio africano e nelle disgustate civili madonne 

[caravaggesche.


Né della rosa né del suo colore africano sapeva l’insonnia di tutte le ossa 

[e la bellezza 
del corpo cacciatore di qualcuno
che forse ebbe cura 
della tua pena e per questo 
non usò le parole dei tuoi anni cattivi 
né l’odore basale del suo corpo
per colpirti – con l’odio e l’amore di un figlio infinito (sempre
rinnegato, sempre 
ricreato), il figlio per il quale si rifabbrica il mondo.

* * *

L’estasi e l’imminenza
di Maria Grazia Calandrone

I tuoi pensieri erano un sonno asiatico, foreste 
dove salvezza e disperazione 
hanno l’odore della madre, il regno 
e il fermento 
malinconico e irremovibile delle colline 
alla schiusa del tramonto
che asseconda il proprio ingoiamento da parte di lei
(la terra) sotto la costellazione del corpo vestito di blu liquefacente nella 

[dolente delizia.


Documentiamo, molti anni 
dopo, l’avvenuto macero 
dei suoi temi di ginnasiale 
in cambio dei punti offerti dal Comune 
per una bicicletta. Così,
per farlo severamente sorridere.

La mattina era grande, elementare. La sassaiola, 
il mantice, il ritorno del mare in fase di decollo 
spingeva il sole tra le vesti ancora indossate. La scena 
aveva tutta l’aria dell’arrivo
solitario e stremato di un campione, e il testimone 
disse senti come brucia la faccia mia, come bruciava anemica e 

[nebulosa e nera 
su quella del fratello 
del partigiano Guido Pasolini, sulla scriminatura dritta 
dei suoi capelli da calciatore. In fondo
si tratta di piccoli movimenti 
di terra, sbancamenti, maschi che dicono parole d’amore 
puberale e violento tra i moschini dell’uva. Resta 
questo calore, questa giustizia antartica, trascritta in piena luce da un 
[amanuense 
della passione, dalla sua tragica meravigliosa
dissoluzione in scheletro con tutta l’anima
a un passo dalla madre.







 


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