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Perché ricordare e soprattutto
leggere Pier Paolo Pasolini
di Leo Becheri

Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini, colui che considero per tanti versi un precursore del movimento no global. Per avvalorare questa affermazione invio questa mia riflessione sul testo incompiuto e postumo Petrolio, uscito solo nell'autunno del '92, appena conclusa la guerra del Golfo. Una guerra fatta per il petrolio del Kuwait e dell'Iraq dietro la facciata retorica della lotta per la libertà. Già allora il testo di Pasolini entrò nella storia, che lo stava riscrivendo, come sempre accade ai capolavori in sintonia con il futuro presente della loro insistenza. Si ammirava il titolo, che eleggeva la materia, in forma di assenza del valore di scambio. Come dire, l'altro nome del denaro, della guerra e del mondo. Il tema marxiano dell'equivalenza generale della forma astratta del valore denaro, nella materia prima che fa girare il mondo, veniva dichiarato nel titolo di quell'incredibile poema in prosa. 

Iniziato nella primavera del 1972, dopo la crisi petrolifera mondiale, e portato avanti fino all'assassinio, questo zibaldone esistenziale di una vita diversa e sdoppiata è anche una storia per figure dell'economia politica italiana del boom, tra l'Eni e i complotti di potere che guidano alla stragi impunite della nazione, fino al 1975. Tre i temi di questo "romanzo che non comincia", con un unico personaggio principale diviso in due personaggi (Carlo primo e secondo); l'ingegnere petrolifero, doppio del maniaco che abita nell'individuo borghese, è accompagnato da Pasolini nel suo viaggio dentro il "corpo mutante" del soggetto e dentro il potere dell'epoca, nell'italia democristiana e repressiva del neocapitalismo consumistico agli albori. 

Ora sappiamo, dopo Tangentopoli, che il tema che a me e a noi interessa è quello economico politico. La madre di tutte le tangenti, dall'Eni all'Enimont, con il viluppo dei fondi neri di Cefis, tra le stragi impunite e la politica criminale del potere che praticò "gli opposti estremismi", ritrova nel sunto del romanzo, il famoso appello della sibilla: "Tutto procede a gonfie vele, malgrado la loro tragedia. Adesso che sono guariti, devono decidere cosa fare, e decidono che tutto continui come prima" 

C'è addiritura una profezia del crimine della strage di Bologna: "La bomba viene messa alla stazione di Bologna. La strage viene descritta come una visione". Il legame tra l'economia asservita al potere politico, e il potere politico asservito all'intrigo e alla corruzione, non impedisce lo Sviluppo. Anzi, le magnifiche sorti e progressive procedono insieme alla loro tragedia, una specie di coscienza della scissione. Il vangelo secondo Pasolini ci parla di oggi, della follia che sta sotto la democrazia del dominio petrolifero e delle armi, di Bush e del "vento dell'impero delle multinazionali". Ci parla di un'Italia prodotta da questo tipo di economia politica, che si è autodistrutta per continuarsi nel regime di Berlusconi. 

Nel tempo di Faletti e Camilleri, con tutto il rispetto, leggere Petrolio è un'operazione politica emozionante e non riassumibile. Ed è anche un'operazione letteraria, dato che quello che era sembrato uno scrittore tradizionale, si dimostrava il più ardito campione dell'avanguardia di fatto. Contro l'incoscienza del potere globale, lo scandalo della coscienza è ancora l'attualissimo fascino di Pasolini, che ha portato la poesia e la letteratura a una specie di consuntivo disperato e finale di una cultura e di una nazione piccolo borghesi, in un occidente dominato da mostri non umani, da spettri della finanza e dei teleschermi. 

Concludo con una sua citazione del 1962: "L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a questa marcescenza è, ora, il fascismo" Quarant'anni fa...."


Perché ricordare e soprattutto leggere Pier Paolo Pasolini - di Leo Becheri
 

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